Un incontro casuale, di Giuseppe Carlo Airaghi
Un incontro casuale
di Giuseppe Carlo Airaghi
La nostalgia è un vizio che stanca.
Grava sulle braccia come assenza
insostenibile. Il peggio è il rimpianto
e ancora di più la rassegnazione,
le lacrime trattenute per pudore,
il dolore che si fa sostanza:
acqua salata che non disseta.
“Ti ricorderai delle promesse fatte
quando andrai via?” avrei dovuto chiedere
ma la domanda sarebbe risultata capziosa
e la risposta pura tautologia.
“Per chi è stato tutto l'amore
che abbiamo nominato invano
nonostante le migliori intenzioni?”
Poveri cristi crollati tre volte
sotto una croce fabbricata a misura.
“Voglio solo tu sappia che ti penso,
non pretendo altrettanto da te”
Da Ora che tutto mi appare più chiaro – Scritte sulla sabbia (puntoacapo, 2023)

