T’insegue la notte, di Patrizia Fazzi
T'insegue la notte
di Patrizia Fazzi
T'insegue la notte,
arriva nel traffico in corsa,
nel buio cittadino scorrono dal finestrino
lucciole artificiali,
è già finito anche oggi
e ti chiedi “Che ho fatto
di nuovo, di bello, di giusto
per rendere grazie alla vita?”
Ti percuote la mente
la notte che scende
e richiude nel sonno
i volti, gli accenti, i colori
assorbiti di giorno ed appena
assaggiati con quella luce
solare a scaldare
anche i rami secchi del parco,
tepore di carezza nel gelo
di poveri affetti, di ricordi affioranti
e sfuggenti, quasi un sogno
che al mattino scompare.
T'insegue la notte
ed aspiri a una pausa,
ad un cammino nel bosco
lontano da strade, microfoni,
pulsanti e whatsapp,
una pausa silente ad ascoltare
la tua voce che vibra,
che trema e ripensa, riflette.
T'insegue e ti accoglie la notte
e diviene allora rifugio,
ti apre un sentiero
per il prossimo raggio di sole
nel verde.
Da Modalità pausa (Prometheus, 2025)

