La divina possessione, di Franca Canapini
La divina possessione
di Franca Canapini
... nel momento del pericolo, non vi sarebbe nessuno tanto vile, che
Eros non possa infiammare di entusiasmo per la virtù, così da
eguagliare l'uomo per natura più valoroso... (Fedro, pag. 47)
Alta stagliata Minerva nell'occhio blu della porta dell'urbe
scosse tre volte l'asta alle colline vive e la vallata
Al grido, tremendo, vibrarono le mura
Nero di furia Achille, toro di cuoio vestito e piume
si slanciò, testa in avanti spada sguainata
... risero le margheritine in tutti i pratini distese al sole...
(a volute di conchiglia)
Ti cerco, ti scorgo, ti acchiappo
mi sfuggi su sentieri di roccia
riappari un secondo ammiccante
da dietro il granito sul mare
:irridi, sorridi, scompari
Nel blu scintillante due falchi!
Riprendo, ti cerco
svoltando il costone, indietreggio
ti aspetto appostato, trattengo
il respiro al tuo passo
di corsa, ti sbarro la strada
ti vedo, ti vedo di fronte: sei mio!
ora anch'io saprò come fare
a spalmarti di fitte parole!
Svanito, sfumato, diffuso
mi volto in un turbine d'aria
ti perdo di nuovo, era un sogno?
Ma no, l'ennesima burla!
E riprendo di corsa entusiasta,
fremente, accaldato, sudato
e i falchi disegnano
cerchi nell'aria
……..
Da Misteri d'amore Poema ispirato al Simposio di Platone (Puntoacapo, 2024)

