La tana del lupo. Gli anni di Hitler nella foresta prussiana, di Felix Bohr, edito da Mondadori
La tana del lupo.
Gli anni di Hitler nella foresta prussiana
di Felix Bohr
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Storia
Pagg. 276
ISBN 9788804808220
Prezzo Euro 22,00
Il centro del potere
La Wolfsschanze, la Tana del Lupo, ubicata all'interno delle foreste della Prussia Orientale non fu per Adolf Hitler solo il posto di comando da cui dirigere l'Operazione Barbarossa, cioè l'invasione dell'Unione Sovietica, ma fu un vero e proprio rifugio in cui isolarsi, circondato da uomini fidati e ossequiosi, per creare e auto alimentare una realtà a proprio uso e consumo, lontana dal mondo esterno e dalle sue effettive vicende.
Lì, in un groviglio di bunker, di trincee, di campi minati il mondo reale dovette apparirgli talmente lontano da non considerarlo; lì tutto procedette nell'illusione di poter decidere le sorti del mondo, senza esservi presente, anzi mantenendosi a distanza.
In questa fortezza – prigione si pianificò non solo la campagna militare a oriente, ma vennero prese e delineate operazioni quali la soluzione finale, frutti per lo più di vaneggiamenti che però incisero drammaticamente l'umanità.
Felix Bohr, storico tedesco, ha inteso parlare con questo libro di un luogo che più che leggendario potrebbe ricordare il castello del conte Dracula, ricorrendo a numerosi documenti e intervistando persone che lì vi operarono, a diversi livelli, anche i più umili.
Di particolare rilievo è come è stato strutturato, perché all'autore senz'altro premeva la chiarezza, e così ha suddiviso la sua opera in otto capitoli in ordine cronologico, suddivisi a loro volta secondo un criterio a volte temporale, a volte tematico.
Il primo di questi capitoli è dedicato alla topografia del luogo, il secondo si occupa di ciò che faceva Hitler durante il primo inverno, nel terzo si parla di alcuni elementi di rilievo del suo seguito, nel quarto c'è la descrizione di una giornata tipo, nel quinto si tratta delle decisioni che portarono all'Olocausto, nel VI è presente il famoso attentato di Von Stauffenberg. Il VII è relativo al periodo immediatamente successivo all'attentato con la gestione controproducente della guerra e del governo da parte di Adolf Hitler e per finire l'ottavo notizia dei mesi che precedettero la frettolosa partenza con rientro definitivo a Berlino.
La Tana del Lupo è un lavoro molto interessante e di indubbia utilità, a patto che le notizie riportate non vengano considerate delle curiosità, perché nelle pagine di Bohr è possibile comprendere tante cose, soprattutto come un modesto caporale della Grande Guerra non solo sia potuto diventare il capo di un grande Stato, ma come anche i suoi sudditi gli abbiano continuamente tributato fiducia nonostante il tragico andazzo di una guerra con milioni di morti e le città tedesche distrutte dai bombardamenti.
Di conseguenza secondo il mio giudizio questo libro è fondamentale per chi desidera conoscere le dinamiche psicologiche su cui si basava il folle potere nazista.
Felix Bohr (1982) è uno storico e giornalista tedesco. Ha studiato storia e teologia a Berlino e a Roma. Dal 2012 lavora per il settimanale «Der Spiegel», dove attualmente dirige la sezione Storia.
Recensione di Renzo Montagnoli

