L’oro di Sharpe, di Bernard Cornwell, edito da TEA
L'oro di Sharpe
di Bernard Cornwell
TEA Edizioni
Narrativa
Pagg. 322
ISBN 978-8850224029
Prezzo Euro 9,80
Missione compiuta
La serie con protagonista Richard Sharpe è particolarmente lunga e mette alla frusta la creatività di Bernard Cornwell, che comincia ad avere qualche difficoltà a ideare nuove trame. Tuttavia occorre riconoscere al narratore inglese una particolare capacità nel non ripetersi, presupposto indispensabile affinché la fidelizzazione dei lettori possa proseguire. In questo episodio il duca di Wellington è in una posizione che sembra senza speranza dietro le linee di Torres Vedras. Tuttavia, si sta apprestando una poderosa cintura difensiva al cui completamento mancano i denari per pagare chi esegue i lavori. Se si trovano i finanziamenti l'esercito di Napoleone può essere fermato, mentre nel caso contrario gli inglesi sono costretti a fuggire via mare. I denari ci sarebbero anche tanti, monete d'oro spagnole nascoste dietro le linee da qualche parte, protette dai feroci guerriglieri locali che non hanno nessuna intenzione di cederle agli inglesi. Mettere le mani su questo tesoro e portarlo al duca di Wellington sembrerebbe una missione impossibile, ma dove gli altri fallirebbero c'è invece chi riesce nell'intento, e cioè il capitano Sharpe e i suoi fucilieri.
Non intendo andare oltre, perché la vicenda, per quanto intricata, è di quelle che avvincono dalla prima all'ultima pagina, con un Sharpe che questa volta, oltre a essere il Rambo del XIX secolo, dimostrerà un pragmatismo incredibile, disposto a tutto pur di far suo l'obiettivo, sempre con un grande ascendente sui suoi uomini.
Di particolare rilievo in questo episodio è la guerriglia praticata dai contadini spagnoli, feroce, senza limiti, con uomini crudeli che possono assomigliare ai banditi e che in alcuni casi lo sono. Sharpe è da questi che dovrà guardarsi, più che dai francesi, ma il suo coraggio, il suo intuito e la sua abilità, messi a tutta prova, finiranno con il trionfare.
Per il resto si continuano ad apprezzare il ritmo sostenuto della narrazione, la descrizione delle scene di battaglia e la capacità di Sharpe di relazionare con i suoi uomini, soprattutto con il gigantesco sergente Harper, sua fida ombra.
Da leggere.
Bernard
Cornwell (Londra,
23 febbraio 1944) dopo aver lavorato per anni alla BBC si è
dedicato alla narrativa e, oltre alla serie di romanzi avventurosi
ottocenteschi incentrati sul personaggio di Sharpe (I
fucilieri di Sharpe, La
sfida della tigre, Assalto
alla fortezza, L'eroe
di Trafalgar, Sharpe
all'attacco, Le
aquile di Sharpe e L'oro
di Sharpe),
pubblicati da Longanesi, ha scritto moderne avventure di mare (Scia
di fuoco e Figlia
della tempesta).
Ha
trovato la più fortunata delle sue ispirazioni nelle saghe di
avventure medioevali.
Dopo la trilogia di L'arciere del re (Longanesi, 2001), Il cavaliere nero (Longanesi, 2003) e La spada e il calice (Longanesi, 2004), ha dato vita a un'appassionante epopea ambientata tra l'Inghilterra e i mari del Nord durante il primo medioevo:
L'ultimo
re (2006), Un
cavaliere e il suo re (2007), I
re del Nord (2008), Il
filo della spada (2009), Il
signore della guerra (2010), La
morte del re (2012)
e Il
re senza dio (2014), La
congiura dei fratelli Shakespeare (2019), La
spada dei re (2021)
e La
conquista di Parigi (2023),
tutti pubblicati da Longanesi.
Alla saga di Excalibur
appartengono Il
re d'inverno e Il
cuore di Derfel,
ripubblicati da Longanesi, presso cui sono usciti anche L'arciere
di Azincourt, L'ultima
fortezza, L'ultimo baluardo.
Recensione di Renzo Montagnoli

