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L’invasione dei dementi, di Renzo Montagnoli

L’invasione dei dementi, di Renzo Montagnoli

L'invasione dei dementi

di Renzo Montagnoli



Nel 1956 uscì un film di fantascienza che ebbe un grande successo e la cui trama parlava di sostituzioni di persone da parte di un particolare tipo di baccello proveniente dallo spazio profondo e di fatto rappresentando un'invasione di extraterrestri. Il titolo era L'invasione degli ultracorpi.

Purtroppo, se quella fu fantascienza, a basso costo, ma all'epoca di successo, ci tocca ora invece di assistere a qualcosa di tangibile, a un'altra forma di invasione, non meno pericolosa di quella degli ultracorpi.

Frequento i social, anzi un solo social (facebook) da un po' di anni e mi tocca di assistere a un fenomeno agli albori apparso in sordina, ma che ora esplode.

Mi riferisco a individui, che non sono bot, cioè un programma dietro il quale non si cela una persona, ma uomini e donne in carne d'ossa che intervengono sempre a sproposito con ragionamenti, o meglio sragionamenti, frutto indubbiamente di menti malate che vedono un complotto dietro ogni cosa, anche dietro un cucchiaino da caffè che cade per terra.

In questi casi provvedo a bloccare immediatamente, senza però risolvere il problema, perché purtroppo questi dementi sono in notevolissimo aumento.

E' cominciato con i novax, poi sono arrivati i terrapiattisti, le scie chimiche, i complotti per dominare il mondo avviati decine di anni fa, Soros che è dappertutto come la conserva. Si tratta di gente che farnetica, con le quali il dialogo è impossibile e che procede imperterrita per la sua strada. Sono fastidiosi come zanzare, o peggio ancora come zecche, ma c'è un problema che è rilevante: il loro aumento esponenziale rende insicura la vita sul pianeta, poiché si tratta di soggetti facilmente influenzabili, che non ragionano e che obbediscono a quello o a quelli che credono dei grandi uomini e che invece sono dei farabutti.

Che fare? Prima di una risposta valida occorrerebbe sapere come si è sviluppato il problema e in questo purtroppo c'è la responsabilità dei social. L'aver dato la libertà di parola a tutti ha fatto sì che molti, impreparati, si credano dei geni e che ovviamente non lo siano, caratterizzati però da una macroscopica supponenza, con tutte le conseguenze del caso.

Prevedo un futuro sempre più fosco che solo un ritorno ai valori della cultura può far diventare roseo.

La cultura non è un passatempo, richiede passione, dedizione, e la certezza che ciò che si impara è solo una microscopica parte di ciò che si dovrebbe sapere.

Trasmissioni come le telenovelas, Il grande fratello e L'isola dei famosi sono stati di fatto strumenti di distruzione delle capacità cognitive, inaridendo la mente.

Sono state create ad arte, perché l'ignoranza dei governati è il presupposto indispensabile per la saldezza del potere dei governanti.

Il rimedio è alla portata di tutti, anche se pochi l'adotteranno. Occorre guardare il meno possibile gli spettacoli televisivi, fatta eccezione per i documentari, qualche raro buon film e lo sport; meglio senz'altro leggere un libro che non sia solo e sempre di evasione, ascoltare della buona musica, andare nella natura con il dovuto rispetto e dialogare in famiglia, lasciando perdere la visione assidua dello smartphone.