Non si può tornare a casa, di Cristian Izzo ed Emilio Costa - ChiareVoci Edizioni
Non si può tornare a casa
di Cristian Izzo ed Emilio Costa
ChiareVoci Edizioni
Poesia
Pagg. 142
ISBN 979-8187737239
Prezzo Euro 14,00
Postfazione di Michele Baraldi
Per
un pensiero postumo, per un pensiero impossibile: c'è un abisso tra
di noi, e lasciamo che ci sia.
La scelta è prerogativa di chi
s'annoia, ed è un gesto civile e moderato che non ha nulla a che
fare con l'idea stessa del voler raccontare. Non ci sarebbe nessuna
letteratura qualora essa fosse stata la conseguenza di una
scelta.
Non si può tornare a casa. La quest legend è postuma,
come ogni letteratura oggi possibile. Abbraccia la simultaneità in
luogo della storicità, ed il punto in luogo della linea. È l'unica
prospettiva che un cadavere può avere nei confronti di ciò che è
vivo. Vita ed amore sono l'uno all'opposto dell'altro.
Ugualmente si potrebbe dire del vivere e del raccontare.
Tutta
la poesia d'amore è poesia dottrinale, la vita sembra un'opera
d'arte fallita e il linguaggio è la trappola dove le parole creano
abissi tra le persone, lasciando l'incomunicabilità come unica
verità. Non
si può tornare a casa è
una silloge anti-lirica che vive di un rapporto pretestuoso tra ciò
che vuole apparire e ciò che nasconde, mescolando una poetica
colloquiale, prosaica, cruda, realista e con spiccate tendenze al
neo-simbolismo e al pastiche post-moderno. Sinfonia e mosaico
dodecafonico e singhiozzante di frammenti, narratori molteplici,
linguaggi stratificati, citazioni letterarie e crude riflessioni sul
linguaggio, sulla letteratura e sulla comunicazione, la raccolta
accompagna il lettore in un percorso inquietante alternato da momenti
di dolcezza e di ferocia, dove la poesia d'amore è il pretesto per
parlare di linguaggio e desiderio, senza promettere salvezza, ma
offrendo dignità alla sconfitta.
Le ragioni per proporre
una raccolta di poesie scritta a quattro mani possono essere
molteplici, e tuttavia la miglior spiegazione, in questo caso,
risiede nell'introduzione di Millepiani
ad
opera di Deleuze-Guattari: “Perché
abbiamo conservato i nostri nomi? Per abitudine, unicamente per
abitudine. Per renderci a nostra volta irriconoscibili. Per rendere
impercettibile, non tanto noi stessi, ma ciò che ci fa agire,
sentire o pensare. […] Non arrivare al punto in cui non si dice
più: «Io», ma al punto in cui non ha più alcuna importanza dire o
non dire: «Io», Non siamo più noi stessi. Ognuno riconoscerà i
suoi. Siamo stati aiutati, aspirati, moltiplicati.”
Cristian Izzo
Attore, regista e drammaturgo. La sua ricerca artistica si è focalizzata sull'intersezione tra teatro e filosofia, portandolo a collaborare
con istituzioni internazionali in Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Lituania. Nel 2020 il suo testo l'AntiVergine ha vinto il premio di drammaturgia "Nuove Sensibilità 2.0" e nel 2022 ha pubblicato la sua prima silloge, “Dialoghi tra Diogene e il Sole". È stato l'unico poeta italiano invitato al Morecambe Poetry Festival nel 2023. Nello stesso anno, la rivista accademica “K. – revue transeuropeenne des art et philosophie” pubblica il suo testo “The Tramp – de l'arte di vagabondare in versi”, per l'Università di Lille. Nel Marzo 2025 ha tenuto un Seminario per l'Università di Chieti-Pescara “G. D'Annunzio”. Attualmente è External Lecturer in Acting presso l'Institute of the Arts Barcelona.
Emilio Costa
Laureato con lode in Filologia Italiana, è un artista poliedrico e Direttore della Fotografia. Ha collaborato con riviste letterarie e nel 2016 ha co-fondato con Cristian Izzo l'ensemble crossmediale “Il Luogo in Buio”. La sua attività di Direttore della Fotografia lo ha portato a firmare sette lungometraggi, vincendo nel 2022 il premio per il miglior film italiano ad Alice nella Città con Desirè. Molteplici contributi ed interviste sono stati pubblicati in testi accademici sul cinema. Fa parte dell'AIC (Autori Italiani della Cinematografia).

