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La sedia vuota, di Donatella Nardin

La sedia vuota, di Donatella Nardin

La sedia vuota

di Donatella Nardin



Tutto l'amore è stato già detto

e scritto per questo non so dire

i giorni suoi lasciati altrove.


Forse nei sogni li ho rivisti

attraversare i miei,

due dita tremanti a disegnare


nell'altro il restare contro

l'ignoto che l'ha strappata via.

Era tepore l'immagine sua


come di albero fiero svettante

in un possibile vero.

Ci è segreto – ora – il suo tempo


scarna la gioia, inintelligibili

i giorni se giorni in lei

ancora potremo dirli da posare


intatti, leggeri sulla sedia vuota

in giardino.


Da L'occhio verde dei prati (Fara, 2023)