logo
homeScritti di altri autorisepNarrativasep
Pericolose inclinazioni, di massimolegnani

Pericolose inclinazioni, di massimolegnani

Pericolose inclinazioni

di massimolegnani



Non mi piace la piega che ha preso il mondo da qualche millennio a questa parte, quell'inclinarsi dell'asse terrestre che a detta dei geografi serve a farla girare meglio. Tutte panzane, il solito parlare per calcoli teorici senza avere mai guardato una trottola girare, che quando s'inclina è la premessa all'agonia, esaurimento della carica, fine della Storia.

La Terra un tempo era dritta come un fuso, girava che era una bellezza, una ballerina sulle punte, questo prima che nascesse l'Uomo con la sua inclinazione al male, con lui la Terra s'è stortata di qualche grado ogni millennio, forse per il peso mal distribuito delle clave, e poi dei carri armati e infine delle bombe atomiche. Oppure è stato per la massa di denaro ammassata tutta da un lato, oh quei Paperoni scriteriati e le loro casseforti, che lo sa anche il più sprovveduto marinaio che il carico sulla nave va sistemato un po' qui e un po' là uniformemente per impedire l'inclinazione dello scafo. Come può la Terra, la nostra nave, mantenersi dritta in queste condizioni?

È questo accatastare arsenali e soldi ad occidente il vero Asse del Male, come già diceva Bush, o un altro presidente usa e getta, senza sapere che parlando d'altro aveva coniato l'esatto termine geografico, guardala come s'inclina e stenta la Terra. A controbilanciarla ci vorrebbe l'Asse del Cesso, “cesso di essere armato” impegno che andrebbe professato da ogni Stato, ma per ora c'è solo il Costarica. E forse SanMarino.

C'è troppa gente incline alla cattiveria, gratuita o redditizia, pende l'uomo al male come fosse divertente, i primi furono i pisani con la loro torre storta che sta in piedi per miracolo e ormai la Terra pende allo stesso modo come le avessero infilato quella torre da un polo all'altro. E a proposito di poli, il colpo definitivo al disassamento del mondo, lo darà il buffone megalomane, color della carota, che per dispetto a chi non gli ha dato il Nobel vuol conquistare la terra verde di ghiaccio.

Ci vorrebbe che ogni uomo creasse la sua asse del cesso, minime gentilezze quotidiane, un sorriso a fondo perduto, un fiore nel cannone, un passo indietro, un pane spezzato con uno sconosciuto. Ogni contributo migliorerebbe di un milionesimo di grado l'inclinazione terrestre, variazioni impercettibili che tutte insieme però raddrizzerebbero il mondo. E allora sì che la terra girerebbe bene, dritta e bella come un fuso.