Quanta luce, di Franca Canapini
Quanta luce
di Franca Canapini
Propongo, appunto, che ciascuno di noi, procedendo verso destra,
pronunci un discorso, il più bello possibile, in lode a Eros, il discor-
so più bello di cui sia capace ... (Erissimaco, pag. 45)
Cavalco culmini di luce in aurore primordiali
Quanta luce-tutta-questa-luce!
Sbuca dalla profondità dei boschi
il Nume famelico e cencioso
sbuca e si erge sulle messi
roteando lame rosse di geranio
Di sasso, di pietra, di muschio
si arrende in cerchi di stupore
il mio viso di animale selvaggio e gelsomino
Sono la nerovestita a piedi nudi
sul teatro della Terra!
Tu, uomo, che eri tutti gli uomini
Sei in questa strada di sassi
come un battesimo
Sei in questi cigli di polvere e sangue
come una preghiera
Sei in questi cieli di rondini impazzite
come un soffio
perdutamente avvinto alle mie fibre
brivido di pioppo, taciturno come un tiglio
Trema, nella distesa del mezzogiorno
l'orrore del picco e della ripida discesa
Da Misteri d'amore Poema ispirato al Simposio di Platone (Puntoacapo, 2024)

