Scarlatto, vermiglio, porpora. Storie di casa Gonzaga, di Roberto Brunelli, edito da Tre Lune
Scarlatto, vermiglio, porpora
Storie di casa Gonzaga
di Roberto Brunelli
Tre Lune Edizioni
Storia
Pagg. 218
ISBN 978-8887355710
Prezzo Euro 20,00
La storia narrata
Corre quasi un secolo fra il sacco di Roma iniziato il 6 maggio 1527 e quello di Mantova del 18 luglio 1630, in entrambi casi attuato dai lanzichenecchi, i soldati mercenari al soldo dell'imperatore. Si tratta di due drammi epocali, di più ampia risonanza il primo e di minor notizia il secondo, per quanto con questo inizi quel periodo di decadenza dei Gonzaga, in embrione già da tempo, e che si concluderà amaramente nel 1707 allorché l'ultimo duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers verrà dichiarato decaduto per fellonia. Di ben altro spessore sono i protagonisti, poiché nel primo caso troviamo, vedova, Isabella d'Este, risentita non a torto per essere stata posta in secondo piano dal figlio Federico, irretito dalla bella Isabella Boschetti. La signora marchesa non è tipo di stare nell'ombra e benché si trovi dietro le quinte briga per difendere il suo piccolo regno di Mantova e la sua casata originaria dei D'Este. Si troverà così a Roma durante il famoso sacco e sarà ancora una volta una protagonista indiscussa prodigandosi a salvare quanta più gente possibile, servendosi anche dello stretto rapporto di parentela con il Conestabile di Borbone, suo nipote, e con il comandante Ferrante Gonzaga, suo figlio.
Di questo evento, degli antefatti e dell'immediato seguito scrive Roberto Brunelli con una narrazione strettamente aderente alla storia, ma di gradevolissima lettura, tanto che si ha l'impressione di leggere un romanzo. Di questa straordinaria capacità di proporre una disciplina in modo accattivante già si era avuto un esempio con i libri di Maria Bellonci, ma il nostro monsignore (Brunelli era un sacerdote) non è da meno.
Così prendono corpo piano piano ombre che sembravano disperse nelle tenebre del tempo andato, risorgono a nuova luce personaggi del calibro di Giovanni dalle Bande nere, di Federico II Gonzaga, dell'imperatore Carlo V, del papa Clemente VII, di Baldassarre Castiglione, ma soprattutto di Isabella d'Este, non solo una prima donna, bensì la prima donna. Non si può non apprezzare la statura della marchesa, un'autentica statista, che della diplomazia aveva fatto un'arte, e a cui nulla si può rimproverare perché in un'epoca in cui ancora le donne erano escluse dalla gestione del potere lei riusciva a imporre la sua linea a papi e a imperatori.
Scarlatto vermiglio porpora. Storie di casa Gonzaga è un'opera di indubbio grande valore, non solo per la storia locale, ma per quella a livello nazionale, perché tratteggia bene l'innata incapacità di noi italiani di trovare un accordo per il bene comune, per la difesa del suolo natio. Non si tratta di storia di poco conto, ma di grande storia, perché il sacco di Roma non è che la conclusione di una guerra condotta in Italia, ma propugnata da fuori, così come avverrà poi con la seconda calata dei lanzichenecchi e il sacco di Mantova. L'opera si conclude il 21 settembre 1631 con Maria Gonzaga, figlia primogenita del duca Francesco IV, e con il Duca suo suocero Carlo I di Gonzaga Nevers che si trovano nel giardino segreto dopo il sacco dei lanzichenecchi; ancora attoniti fanno il punto della situazione e si impegnano a ricominciare, a ridare vita a una città e linfa a una dinastia. Sappiamo però come andò a finire.
Il libro è senz'altro più che meritevole di essere letto.
Roberto Brunelli ( Piubega, 30 marzo 1938 – Mantova, 21 novembre 2022) è stato un religioso, critico d'arte e direttore del Museo diocesano di arte sacra Francesco Gonzaga, nonché autore di testi di argomento religioso, di storia dell'arte e di narrativa. Negli anni '80 ha collaborato con Mondadori come curatore e traduttore di alcuni titoli della popolare collana enciclopedica per ragazzi I grandi libri e come autore del Grande libro della Bibbia (1983). Fra le sue opere thriller ricordiamo “Delitto in sagrestia”, la ricostruzione storica di “Giallo a corte”, dedicata ad alcuni delitti irrisolti di epoca gonzaghesca, “Requiem in rosso” e il racconto “Papa a sorpresa”, dove l'autore, prima della diffusione della notizia delle dimissioni di Benedetto XVI, ipotizzava che cosa sarebbe potuto accadere con le dimissioni di un pontefice. Nella sua opera ricorrono in particolare i saggi storici e artistici di argomento mantovano, oltre a un filone di narrativa noir.
Recensione di Renzo Montagnoli

