Il Piave. L’ultima battaglia della Grande Guerra, di Paolo Pozzato e Tibor Ballà, edito da Gino Rossato
Il Piave
L'ultima battaglia della Grande Guerra
di Paolo Pozzato – Tibor Ballà
Gino Rossato Editore
Storia
Pagg. 202
ISBN 9788881300976
Prezzo Euro 19,90
Alla fine della Grande Guerra
La battaglia di Vittorio Veneto viene generalmente considerata l'ultima combattuta fra l'esercito austriaco e quello italiano, per quanto più ragionevolmente si dovrebbe intendere quella più famosa del solstizio d'estate avvenuta fra il 15 e il 24 giugno 1918. Appare evidente che il tentativo di spallata dell'imperial regio esercito, vanificato dalla nostra eroica e diligente resistenza, fu quello che di fatto incrinò definitivamente la potenza militare di Vienna. Tutto il resto è consequenziale, perché venne meno la fiducia che aveva sempre sostenuto le truppe austriache, facendo rinascere anche le aspirazioni irredentistiche delle tante nazionalità che costituivano l'impero.
Ciò non toglie che scrivere delle ultime battute di quel conflitto possa costituire motivo di particolare interesse, tanto più che il libro che ci occupa relaziona anche sulle cause dello sgretolamento dell'impero.
Peraltro, in questo lavoro curato dall'italiano Paolo Pozzato e dall'ungherese Tibor Ballà, appare una felice scelta l'aver dato la parola, per narrare di quei giorni, allo sconfitto ed è così che assistiamo alla fine di un sogno grazie al diario tenuto scrupolosamente dal generale Otto von Berndt, incaricato della difesa della Grave di Papadopoli; se questo documento rappresenta la quasi totalità del testo importante è anche la Memoria riportata di seguito e redatta dal generale Anton von Lehar, fratello del noto musicista.
A volte il freddo linguaggio militare può anche indispettire, però si può star certi che in quei giorni, dapprima nel settore della Grave, poi su tutta la linea ciò che viene citato corrisponde a verità.
Così il monolitico e tenace esercito austriaco rivela tutte le sue crepe che ogni giorno si ingrandisco, a tutto vantaggio ovviamente di quello italiano. Dispiace solo che il generale Otto von Berndt consideri i nostri soldati inferiori a quelli inglesi e francesi, alleati di cui alcuni reparti fronteggiano gli austriaci davanti la Grave. Forse non si tratta di truppe addestrate male, ma non è improbabile che le direttive di Cadorna, nonostante non sia più il comandante generale, continuino a perpetuarsi negli ufficiali superiori. In verità Otto von Berndt riscatta il giudizio poco lusinghiero raccontando del comportamento degli altri gradi ad armistizio avvenuto.
Da ultimo sono presenti numerose fotografie d'epoca del periodo in considerazione e contribuiscono a offrire visivamente lo sviluppo della situazione di quegli ultimi giorni di guerra.
Insomma, sono dell'opinione che la lettura di questo saggio storico possa risultare utile.
Paolo Pozzato è nato a Bassano del Grappa l'8 novembre 1958. Laureato in filosofia e ufficiale di complemento degli alpini, insegna storia e filosofia nei Licei ed è socio della Società italiana di Storia Militare. Autore di numerosi saggi sul primo conflitto mondiale ed esperto in particolare della memorialistica austriaca, ha curato per i tipi dell'Editore Gino Rossato la pubblicazione dei diari dei generali Krauss e Pengov sulle vicende degli ultimi due anni della guerra sul fronte italiano.
Il Magg. Tibor Ballà è nato in Ungheria l'1 giugno 1965 ed ha frequentato la Jozsef Attila University a Szeged dal 1985 al 1990. Ricercatore di storia militare all'Istituto e Museo di Storia Militare di Budapest, nel 1993 diviene ufficiale nell'esercito ungherese e nel 1999 responsabile editoriale dei Quaderni ungheresi di Storia Militare.Nel 2000 assieme al dottorato di ricerca ottiene la carica di segretario del Comitato Ungherese di Storia Militare. E' un esperto della storia del primo conflitto mondiale e naturalmente del ruolo in esso della Honved ungherese.
Recensione di Renzo Montagnoli

