Gli altari di Ibla, di Gianni Bonina - Editrice Genesi
Gli altari di Ibla
di Gianni Bonina
Editrice Genesi
Narrativa
Pagg. 384
ISBN 9791281996908
Prezzo Euro 20,00
I Murazzi per l'inedito 2026 (Primo Premio Assoluto)
Motivazione di Giuria:
Il giornalista e scrittore Gianni Bonina, con il volume di narrativa intitolato Gli altari di Ibla, imbastisce una vicenda romanzesca che unisce insieme più generi narrativi a principiare da quello canonico del romanzo storico e di documentazione, per poi inanellare il genere surrealista del tipo fantasy, senza trascurare le atmosfere tipiche del thriller e del poliziesco. Il teatro della vicenda è principalmente Ibla, la rocca di Ragusa, patrimonio Unesco dell'Umanità, dove la protagonista Sira Scucces, insieme al fratellastro, riceve in eredità un palazzo nobiliare. Il cuore della Sicilia pulsa in tutta l'opera, mentre la voce di Gesualdo Bufalino è subito evocata in esergo in prima pagina, poi il romanzo diviene un tourne la page inarrestabile fino alla conclusione, come avviene nelle opere degli scrittori più validi.
Una
quarantenne nubile milanese di nome Sira va per la prima volta a Ibla
per vendere il palazzo di cui il padre l'ha resa coerede insieme
con il fratellastro. Scopre che il paese nutre una forte avversione
nei suoi confronti perché il suo nome evoca altre tre quarantenni
omonime morte quattro mesi prima di una sciagura: il terremoto del
1693, quello del 1908 e il grande colera del 1936.
Il
ritrovamento da parte del parroco di un biglietto, “la quarta e
ultima sira”, scatena la psicosi nel sospetto che la sua venuta sia
un presagio funesto. Quando scompare in circostanze del tutto
misteriose, una sua amica, anche lei milanese, Paola Casiraghi,
arriva a Ibla alla sua ricerca.
Il
capitano dei carabinieri
Dell'Orio,che
non vuole sentire parlare di esoterismo, indaga su un'ipotesi di
corruzione tentata con il Comune dal fratellastro che può aver fatto
scomparire la sorella per accreditare la profezia e incassare la sua
parte di eredità. Ma il procuratore Incatasciato ipotizza l'opera
di sette sataniche impegnate a realizzare la profezia.
Gianni Bonina, giornalista, vive a Modica. Ha pubblicato i romanzi Busillis di natura eversiva (Barbera, 2008), I sette giorni di Allah (Sellerio, 2012), Cronaca di Catania (Mursia, 2013 e Mesogea, 2016), La scoperta della mafia (Barbera, 2014), Morte a debito (Mesogea, 2016), Ammatula (Castelvecchi, 2019), Un cuore per la signora Chimento (Marlin, 2020), Il tempio dell'attesa (Bertoni, 2021); l'autobiografia Un pezzo di provincia (selfpublishing, 2024); le raccolte di racconti Fatti di mafia (Theoria, 2019) e Per il cielo in cenere i corvi (Amazon, 2018); il reportage L'isola che trema (Avagliano, 2006; Premio Alvaro 2007); il libro-inchiesta Il fiele e le furie (Hacca, 2009); i saggi letterari I cancelli di avorio e di corno (Sellerio, 2007), Maschere siciliane (Aragno, 2007; Premio Adelfia 2007), Il carico da undici. Le carte di Andrea Camilleri (Barbera, 2007), Tutto Camilleri (Barbera, 2009; Sellerio, 2012); in selfpublishing su Amazon le antologie di note e riflessioni La Sicilia dei rebus (2018) e La mano parlante (2018); per il teatro Anno di disgrazia 1993 (comprensivo di “I buoni siciliani” e “Ragione sociale”, Premio Pirandello 2000 (Lombardi, 2018).
Nel
2026 vince il Primo Premio Assoluto per l'inedito di Prosa con
il testo Gli
altari di Ibla,
pubblicato da Genesi.
Scrive
di cultura sul quotidiano Libero, su Doppiozero e
Letteratitudine.
Blog
personale giannibonina.it

