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Le aquile di Sharpe, di Bernard Cornwell, edito da Longanesi

Le aquile di Sharpe, di Bernard Cornwell, edito da Longanesi

Le aquile di Sharpe

di Bernard Cornwell

Longanesi Editore

Narrativa

Pagg. 342

ISBN 9788830416864

Prezzo Euro 17,60



Caccia all'aquila




Prosegue la campagna di Sharpe in Spagna e la fantasia di Bernard Cornwell comincia a essere messa a dura prova, perché trovare qualcosa che l'eroico capitano non riesca a fare è sempre più difficile. Tuttavia, sforzando le meningi, l'autore l'inglese è riuscito a trovare ancora una volta una storia originale. Corre il 1809 e Sharpe e i suoi uomini si trovano aggregati a un reggimento di reclute, il South Essex, comandato dall'incapace, Henry Simmerson, un personaggio viscido, perché anche vigliacco, ma con ottimi agganci politici, lutto interessato alla forma e non alla sostanza, un insieme di caratteristiche che inevitabilmente entrano in contrasto con il nostro protagonista principale. Non vado oltre, anche perché la trama è abbastanza semplice e non intendo correre il rischio di svelare troppo. Basti sapere che Sharpe, per evitare una condanna per tradimento (disobbedienza a un ordine che ha così salvato l'esercito inglese da una sconfitta) ha pensato bene di conquistare un simbolo del nemico di grande significato e cioè un'aquila bronzea che lo stesso Napoleone Bonaparte ha consegnato di persona a ognuno dei suoi battaglioni.

Come al solito Bernard Cornwell è un maestro nel descrivere le battaglie, stando bene attento a non incorrere nella retorica, anzi i suoi scontri parlano di dolore, di sete, di fatica immane, di tante morti; è un'abilità che gli va riconosciuta e che dà valore ai suoi romanzi. Inoltre, benché Sharpe sia un personaggio di fantasia, ma molto ben delineato non solo per l'aspetto esteriore, ma anche per il suo atteggiamento psicologico, la storia di cui l'autore parla è una storia vera, nel senso che molti dei protagonisti sono vissuti effettivamente, che la campagna di Spagna si svolse in quel certo modo e vi furono quelle battaglie, come quella di Talavera, uno scontro immane descritto in modo esemplare e che avvince il lettore in un crescendo di tensione, con un dinamismo e un realismo da strappare gli applausi.

Anche questa volta dalla penna di Cornwell è uscito un romanzo capace di far trascorrere con grande piacere alcune ore a chi desidera distrarsi senza porsi tanti problemi.




Bernard Cornwell (Londra, 23 febbraio 1944) dopo aver lavorato per anni alla BBC si è dedicato alla narrativa e, oltre alla serie di romanzi avventurosi ottocenteschi incentrati sul personaggio di Sharpe (I fucilieri di SharpeLa sfida della tigreAssalto alla fortezzaL'eroe di TrafalgarSharpe all'attaccoLe aquile di Sharpe e L'oro di Sharpe), pubblicati da Longanesi, ha scritto moderne avventure di mare (Scia di fuoco e Figlia della tempesta).
Ha trovato la più fortunata delle sue ispirazioni nelle saghe di avventure medioevali.

Dopo la trilogia di L'arciere del re (Longanesi, 2001), Il cavaliere nero (Longanesi, 2003) e La spada e il calice (Longanesi, 2004), ha dato vita a un'appassionante epopea ambientata tra l'Inghilterra e i mari del Nord durante il primo medioevo: 

L'ultimo re (2006), Un cavaliere e il suo re (2007), I re del Nord (2008), Il filo della spada (2009), Il signore della guerra (2010), La morte del re (2012) e Il re senza dio (2014), La congiura dei fratelli Shakespeare (2019), La spada dei re (2021) e La conquista di Parigi (2023), tutti pubblicati da Longanesi.
Alla saga di Excalibur appartengono
 Il re d'inverno e Il cuore di Derfel, ripubblicati da Longanesi, presso cui sono usciti anche L'arciere di AzincourtL'ultima fortezza, L'ultimo baluardo.


Recensione di Renzo Montagnoli