La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914 – 1918, di Marco Mondini, edito da Il Mulino
La guerra italiana.
Partire, raccontare, tornare 1914 – 1918
di Marco Mondini
Il Mulino Edizioni
Storia
Pagg. 472
ISBN 9788815279286
Prezzo Euro 16,00
Un testo senz'altro esauriente
La guerra italiana è il terzo saggio che leggo di Marco Mondini e anche in questo apprezzo da subito la struttura bene impostata finalizzata allo scopo che l'autore vuole raggiungere.
Sulla prima guerra mondiale, la cosiddetta Grande Guerra, hanno scritto in tanti, opere di indubbio valore, ma non così complete come questa che analizza tutti gli aspetti relativi a questo immane conflitto, fatta eccezione per gli episodi bellici; ciò non è una lacuna, perché lo scopo non era tanto di parlare di strategie, di scontri e di battaglie, terreno sul quale in molti si sono per lo più egregiamente esercitati, bensì di guardare alla guerra partendo da una diversa prospettiva volta a descrivere e ad approfondire la storia sotto l'aspetto sociale e culturale. In questo modo la visione che ritrae il lettore è ampia e completa e ha esattamente la fotografia di un periodo di un paese che s'appresta alla guerra, che la conduce vincendola a dispetto di ogni previsione e di quel periodo sempre delicatissimo del dopo guerra foriero di un futuro senza pace.
L'autore già nel sottotitolo evidenzia le sue intenzioni, laddove Partire riporta la generale illusione di una guerra che al più sarebbe durata fino a Natale ed evidenzia gli aspetti dell'anteguerra, cioè la propaganda strettamente connessa alle marcate divisioni fra interventisti e neutralisti, mentre in silenzio avviene la mobilitazione generale.
Con Raccontare si parla di come il conflitto è stato vissuto, attraverso le lettere dal fronte, la diaristica, la censura militare e i giornali; con Tornare, invece, finito il conflitto viene affrontato il tema del reinserimento quasi sempre traumatico dei reduci in una società profondamente cambiata con un'attenzione particolare all'aspetto psicologico del lutto collettivo, disquisendo infine sulla cosiddetta vittoria mutilata, un vero e proprio mito che sarà il terreno su cui sorgerà il fascismo.
Per brevità ho sintetizzato quello che invece l'autore ha ampiamente ed esaurientemente trattato e al riguardo tuttavia mi permetto di porre in risalto alcuni aspetti chiave:
1) quando il male non viene solo per nuocere, la Grande Guerra è stata la prima occasione dopo l'Unità Nazionale in cui in trincea si trovavano vicini italiani del nord, del centro e del sud, insomma imponendo una reciproca conoscenza che porterà a quella saldatura di identità nazionale prima pressoché inesistente;
2) ci sono cantori della guerra e detrattori ed è importante per Mondini analizzare come il conflitto sia stato raccontato e anche giustificato; in questo senso, accanto alla retorica patriottica, convivono disillusioni, aspre critiche, lamentele laceranti;
3) il dopoguerra, soprattutto per noi italiani, ha assunto particolare importanza, e qui l'autore parla diffusamente dello straniamento dei reduci piombati in pochi anni in una società di pace molto diversa dalla precedente; inoltre determinanti per il seguito sono due circostanze e cioè l'incapacità dello Stato di accogliere chi torna dai campi di battaglia o dalla prigionia e una accentuata sacralizzazione dei caduti, argomento di notevole peso politico.
Credo che si possa ben comprendere pertanto l'importanza di questo saggio storico che offre una visione totale di quella guerra e che porta a capire che se imprevedibilmente ci arrise la vittoria, tuttavia non conquistammo la pace; nasce così l'immagine di uno stato che entra nella modernità non attraverso un'equilibrata evoluzione, ma in forza del trauma collettivo di una guerra devastante.
L'opera è scritta da uno storico, che insegna anche all'università, e se pure non è detto che necessariamente costituisca testo per un esame, tuttavia richiede una maggior applicazione al lettore. Niente, però, che non possa essere effettuato da persona abituata allo studio e soprattutto alla riflessione.
Si accorgerà così di avere per le mani un lavoro di grandissimo interesse e utilità.
Marco Mondini insegna storia dei conflitti all'Università di Padova, ed è ricercatore associato all'Istituto Storico Italo Germanico-FBK di Trento e all'UMR SIRICE (CNRS – Sorbona) di Parigi. Fa parte del direttivo dell'Historial de la Grande Guerre di Péronne e del board editoriale di «1914-1918 online. The International Encyclopedia of the First World War». Tra i suoi volumi più recenti: Il Capo. La Grande Guerra del generale Luigi Cadorna (2017, premio Friuli Storia), I luoghi della Grande Guerra (2015), La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914-1918 (2014).
Recensione di Renzo Montagnoli

