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L’abbazia di Piona, di Renzo Montagnoli

L’abbazia di Piona, di Renzo Montagnoli

L'abbazia di Piona

di Renzo Montagnoli

 

 

L'abbazia di Piona, detta anche priorato di Piona, è sita in Lombardia nel comune di Colico, sulla sponda lecchese del lago di Como, e sorge all'estremità della penisola Olgiasca che, protendendosi nello specchio d'acqua, forma una caratteristica insenatura, peraltro assai panoramica.

Lì nel primo medioevo sorgeva un tempio dedicato a Santa Giustina, edificato all'incirca nel 616; dovettero passare alcuni secoli perché avvenisse la fondazione di un priorato, con i suoi edifici costituenti il complesso abbaziale, facente capo alla casa madre di Cluny con la sua regola benedettina.

La località può sembrare fuori mano, ma rivestiva un'importante posizione strategica poiché nei pressi passava la strada che, attraversata la Valtellina, portava nel milanese, mettendolo in comunicazione con l'Europa centrale.

Di lì nei secoli passarono i Celti, i Romani, i temutissimi Lanzichecchi, i soldati napoleonici e le truppe tedesche in fuga verso la Germania.

A volte cerco di immaginare questo viavai di uomini in arme, costretti quasi sempre a saccheggiare, perché per il vettovagliamento si provvedeva in loco, ovviamente a danno dei contadini e dei signori del posto. Per sua fortuna l'abbazia, benché vicina, era nascosta dal promontorio del Montecchio, un'asperità che sconsigliava di essere affrontata.

Attualmente a Piona si trovano due edifici e cioè la chiesa di San Nicola e sul retro il rudere di una parte di un abside che fanno pensare a un oratorium voluto nel VII secolo dal vescovo di Como Agrippino. Del tempio dedicato a San Nicola vescovo di Mira non sappiamo molto circa le origini, anche se alcuni elementi fanno pensare sia stato eretto nel XII secolo, vista l'iscrizione su una parete che fa risalire la consacrazione al 1138, allorché era dedicata alla Vergine. Sempre nel XII secolo ci furono interventi edilizi di un certo rilievo, poi, per datazioni sempre più precise, vi sono due lapidi del 1252 e del 1257 con le quali ci certifica la costruzione dell'attuale chiostro per volontà del priore Bonaccorso da Canova di Gravedona.

Lo stile architettonico è tipicamente il romanico lombardo; la costruzione a unica navata che termina con un abside è lunga una ventina di metri e larga circa otto, certamente di ridotte dimensione, ma comunque idonea per una piccola comunità di monaci. Non manca un campanile, quadrato, più recente essendo stato ricostruito nel XV secolo dopo il crollo del precedente che era invece ottagonale.

Il chiostro è indubbiamente prezioso dal punto di vista artistico, presentando archi e capitelli scolpiti con figure e allegorie che rimandano al gusto estetico cluniacense. Come per tutte casate religiose, se così può essere definita quella di Cluny, ci furono periodi splendidi, a cui seguirono lente e irreversibili decadenze. Anche il priorato di Piona finì con il subire questo destino, con un calo marcato delle vocazioni e la perdita del potere religioso che così tanto aveva influenza sui fedeli, poveri e ricchi. Basti pensare che divenne di proprietà privata e fu trasformato in un'azienda agricola. Tuttavia, il suo destino non era di sparire e infatti nel 1935 la famiglia Rocca, che ne era proprietaria, restituì il tempio alla sua funzione, in memoria di parenti stretti vittime di un eccidio in Etiopia. Venne così donato alla congregazione cistercense di Casamari, che ancor oggi è lì presente con i suoi monaci.

Al di là dell'aspetto religioso, l'abbazia è senz'altro meritevole di visita, con particolare riguardo all'artistico chiostro, ma quello che rappresenta il maggior interesse è l'aspetto paesaggistico, con un colpo d'occhio sul ramo del lago di Lecco che non è di tutti i giorni, considerando anche il fatto che vi si giunge normalmente a piedi, dopo una bella scarpinata, oppure con un battello del servizio operante sul lago stesso.

 

Quindi, come arrivare?

 

A piedi e in tal caso si lascia l'auto nel parcheggio nei pressi del cimitero di Olgiasca, poi si prende il percorso ad anello di circa 5 Km.

 

Via acqua, ed è la scelta migliore, perché assai suggestiva, prendendo un aliscafo o un traghetto a Como o a lecco, oppure, anche dalla più vicina Colico; il servizio è effettuato dalla Navigazione Laghi.

 

Orari di visita:

 

Piazzale, Grotta della Madonna. 7:00-19:00
Chiesa, chiostro, sala capitolare 8:00-12:0014:00-18:30

Negozio:
(feriale): 10:00-11:5515:00-17:00
(festivo):                      14:30-17:30


 

Noterete che si parla degli orari di un negozio e infatti i monaci lì vendono erbe medicinali, le creme cosmetiche, il miele e i liquori (soprattutto le famose "Gocce Imperiali", efficace digestivo a base di anice).

 

Non si paga nulla per accedere al complesso monastico e nel caso di visita guidata è prevista un'offerta libera.

Contatti

ABBAZIA DI PIONA
Via Abbazia di Piona 55
23823 Colico, LC

TEL. +39 (0341) 15 00 889
TEL. +39 (0341) 94 03 31

 

Ospitalità

 

Dove dormire

 

https://www.eccolecco.it/ospitalita-a-lecco/

 

Dove mangiare

 

https://www.leccotoday.it/ristoranti/

 

 

 

Fonti:

 

https://visitcolico.it/arte-e-cultura/abbazia-di-piona/

 

https://www.northlakecomo.net/385-Itinerari-Abbazia-di-Piona

 

https://www.cistercensi.info/piona/index.htm

 

 

N.B.: Le foto a corredo sono state reperite in diversi siti Interner