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  Recensioni  »  La badessa di Castro, di Stendhal, edito da Leone 15/10/2021
 
La badessa di Castro

di Stendhal

Leone Editore

Narrativa

Pagg. 120

ISBN 9788863931662

Prezzo Euro 9,00



Un romanzo a tinte forti



La badessa di Castro è l’ultima delle “Cronache italiane”, dei racconti piuttosto lunghi che Stendhal aveva scritto ispirandosi a dei manoscritti italiani del XVII secolo, ultima in ordine di stesura, ma non per qualità, giacché senza timore di sbagliare può essere considerata la migliore. Peraltro, al di là della fonte che ha fatto scattare l’idea creativa, si può pensare che anche I promessi sposi del Manzoni, di cui il narratore francese aveva già presa visione, abbiano un loro peso nell’opera, per quanto le vicende siano simili solo all’apparenza. Infatti, nel romanzo manzoniano l’amore di Renzo e Lucia è osteggiato dal locale signorotto Don Rodrigo e quindi entrambi i fidanzati sono delle vittime; diverse invece sono le circostanze e la trama del racconto stendhaliano, visto che narra dell’amore di una giovane nobile, Elena di Campireali, per un brigante, tale Giulio Branciforte, scegliendo di condurre una vita da ribelle fuori da ogni convenzione. E’ la donna che rivendica un suo ruolo e a maggior ragione quando, con l’amato costretto a fuggire sotto altro nome nelle Fiandre, lei viene convinta che se n’è andato perché non più interessato alla sua persona, così che, profondamente delusa, si rinchiude in un convento, di cui diventa badessa. Ma anche in quel luogo di preghiera il suo animo irrequieto non trova pace, tanto che, come la monaca di Monza, diventa l’amante di un vescovo; i due vengono scoperti e condannati all’ergastolo, ma Elena, alla vigilia della fuga organizzata da sua madre, venuta a conoscenza che il Branciforte, che lei credeva morto, è ritornato ed è innamorato come prima, preferisce darsi la morte in preda ai suoi sensi di colpa.

Indubbiamente si tratta di un romanzo che può ricordare certi feuilleton che prenderanno piede nella seconda metà del XIX secolo, pieni di intrighi, di passioni, di tradimenti, di acuti sensi di colpa, ma la penna di Stendhal nobilita il genere con un forte ritratto femminile, perché Elena di Campireali è una donna che non vuole essere considerata un soggetto passivo, ma un essere umano desideroso di costruire la propria esistenza, senza vincoli, ubbidendo solo alle sue emozioni, di cui l’amore è la più importante.

Non sarà Il rosso e il nero, e nemmeno La Certosa di Parma, ma La badessa di Castro è un libro che non può essere ignorato, soprattutto per chi stima questo grandissimo scrittore.




Stendhal, pseudonimo di Henri Beyle, nasce a Grenoble il 23 gennaio 1783 e muore a Parigi il 23 marzo 1842. Convinto sostenitore della rivoluzione, alla caduta di Napoleone assume un atteggiamento di condiscendenza con la restaurazione intervenuta, in contrasto con le sue idee, ma indispensabile per poter vivere; preferisce soggiornare lontano dalla Francia, in Italia, dove svolge l'attività di Console, di scarso interesse, ma abbastanza remunerativa per consentirgli di dedicare la maggior parte del suo tempo alla narrativa. Fra le sue opere ricordiamo Lucien Leuwen,  Cronache italianeLa badessa di CastroDell'amore, La Certosa di Parma e la sua migliore Il rosso e il nero.


Renzo Montagnoli

 
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