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  Editoriali  »  Scrittori ai tempi di internet, di Salvo Zappulla 12/12/2014
 

Scrittori ai tempi di internet

di Salvo Zappulla

 

 

 

La letteratura è subordinata alle leggi di mercato, i libri si producono e si adeguano ai gusti dei lettori. Questa considerazione, un po' amara per la verità, trova pieno riscontro in un'era contrassegnata dalla globalizzazione, che molte volte fa rima con omologazione. La crisi accentua questa tendenza: editori in grosse difficoltà preferiscono rischiare sempre meno e appiattirsi sui prodotti di consumo, sui libri usa e getta, sulle storie di sesso a buon mercato; trame cruente da propinare ai lettori, thriller mozzafiato e commissari dalla mascella dura pronti a sparare al primo fruscio di tenda. Mode letterarie e spazzatura cartacea. Libri pubblicati esclusivamente per ragioni di cassetta. Oppure gli editori preferiscono puntare su nomi consolidati, nomi sicuri a prova di mercato, magari autori cui rimane poco o nulla  da dire. Il cerchio si restringe. Meno spazio per i libri impegnati, per le opere squisitamente letterarie, portatrici di “controvalori”. E meno spazio per i piccoli che operano in questo settore. Che tristezza assistere impotenti all'agonia delle piccole librerie indipendenti, strozzate dalla concorrenza spesso sleale delle grandi catene di distribuzione. Le minuscole  case editrici assorbite dalle balene che monopolizzano il sistema, decidono i premi letterari, gli autori da portare alla ribalta, quelli da tenere ai margini. E di questo passo dove va a finire il pluralismo? Dove va a finire la libera espressione intellettuale?

Per fortuna ogni democrazia ha i suoi anticorpi che reagiscono. È arrivato internet a porre un freno al tentativo di soffocamento; internet è l'invenzione del secolo, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione. Se prima il monopolio dell'informazione apparteneva alle grandi testate giornalistiche, ora anche gli  editori e gli autori sconosciuti hanno trovato un'alternativa per avere visibilità. Anche se il mondo del virtuale è un oceano popolato da pesci multiformi che si muovono sconnessi alla ricerca di luce; un universo parallelo alla carta stampata, cui si contrappone, cerca la propria via. E anche se spesso genera confusione e i testi non ricevono una vera selezione. Istituzione democratica per eccellenza, il web un piccolo spazio non lo nega a nessuno. Il rischio è di immergersi in un grande calderone dagli ingredienti più disparati; ma il web apre anche alla speranza, offre un piatto di minestra calda al viandante-scrittore cui altri hanno sbattuto la porta in faccia. Ed ecco che milioni di persone hanno trovato come tirare fuori i loro scritti dal cassetto, per proporli in questo palcoscenico futuristico che permette connessioni all'infinito con lo scambio di link. Possiamo considerarlo un vero movimento artistico? Un esercito di pennaioli  destinato a rivoluzionare il mondo della letteratura? O piuttosto un surrogato, un supporto che aiuta a tenere in vita i sogni velleitari di tante persone prive di talento?

Sicuramente ha i suoi aspetti negativi, è un congegno mostruoso in grado di trasformare la vita di un individuo e alimentare illusioni, ma non vi è dubbio che fornisca ossigeno ai più deboli, che sia entrato nelle nostre esistenze modificando comportamenti e impulsi, che abbia ridato entusiasmo e linfa a quanti si erano già rassegnati. Molti scrittori che non avevano visibilità si sono costruiti il loro bel sito per comunicare con i lettori e annunciare le loro iniziative. Molti preferiscono pubblicare i loro libri in versione e-Book, o meglio autopubblicarli, e investire risorse in proprio facendo a meno degli editori. Ma come funziona questo modo di operare? È efficace? Quante possibilità ci sono di emergere dal marasma di testi inseriti nei siti specializzati? Si può sperare nel miracolo di un improvviso successo?

Rivolgo queste domande a Rita Charbonnier, scrittrice di fama mondiale, i cui libri pubblicati da Piemme sono stati tradotti in molti Paesi stranieri, e hanno persino attraversato l'Oceano. La signora Charbonnier ha intrapreso da poco un'altra attività: è la titolare di “Scrittura a tutto tondo”, una società che offre svariati servizi, tra i quali anche il confezionamento di e-Book da inserire in rete.

 

“Grazie dell'attenzione, caro Salvo, ma prima di tutto permettimi di dire che “scrittrice di fama mondiale” è un'esagerazione clamorosa! È vero che alcuni dei miei scritti sono disponibili anche in altre lingue, ma fra me e Alice Munro vi è qualche differenza (parafrasando la prima battuta de “La locandiera” di Goldoni).

Venendo allo specifico, in primo luogo bisognerebbe chiarire come l'autopubblicazionedi un libro elettronico (ma anche cartaceo) e l'editoria a pagamento siano cose assai diverse.

Partiamo dalla cosiddetta editoria tradizionale (e non dimentichiamo che la tradizione contiene spesso dei tesori). Tutti coloro che scrivono sognano di essere pubblicati da una casa editrice nota e riconosciuta, con la quale andranno a stipulare un contratto di edizione (regolato dalla legge sul diritto d'autore), contratto che prevede la cessione dei diritti alla casa editrice stessa, in esclusiva e per un periodo di tempo limitato, a fronte della corresponsione di una percentuale del prezzo di vendita – della quale viene versato un anticipo alla firma del contratto. E questo è il primo tipo di pubblicazione, e indubbiamente (non prendiamoci in giro) il più desiderabile. Non è detto che conduca alla fama o alla ricchezza, anzi, questo non avviene quasi mai; ma è un fatto che l'autore si trova a interagire con un'impresa la quale ha deciso di investire del denaro sul suo lavoro – quindi, l'autore non tira fuori dalle tasche un centesimo, anzi viene remunerato, come è giusto che sia. Poi, magari, qualche spesa dovrà comunque affrontarla: dovrà ad esempio farsi fare un sito e un book trailer (sempre che di queste cose non si occupi l'editore); dovrà in ogni caso impegnarsi in prima persona nella promozione della sua opera, e oserei dire che questo è da un lato un dovere nei confronti dell'editore che ha investito non poco sull'opera stessa, dall'altro una necessità nel mondo dei media per come si presenta al giorno d'oggi.

Affidarsi a un editore a pagamento, per contro, equivale in sostanza a farsi stampare le copie del libro da un tipografo (e forse tanto varrebbe scegliere questa possibilità, forse più onesta e semplice): non abbiamo a che fare, infatti, con un'impresa che investe su di noi, ma con un soggetto dal quale noi acquistiamo prodotti e servizi – è una differenza sostanziale, e occorrerebbe osservarla con distacco, senza troppo scalmanarsi. D'altra parte, questo soggetto pretende quasi sempre l'esclusiva (impedendoci così di farci pubblicare da altri, se con lui ci troviamo male) e stampa il libro cartaceo come vuole lui, non come vogliamo noi: ci mette il suo marchio, decide lui la copertina, il carattere, il tipo di carta, di rilegatura e quant'altro. E ancora, quello degli editori a pagamento è spesso un sottobosco confuso, per cui alcuni di costoro tentano di stipulare dei contratti di edizione come nel caso di cui sopra, mascherando il fatto che è in realtà l'autore a finanziare la produzione del libro dietro formule quali “l'acquisto copie” – ovvero, l'autore è obbligato ad acquistare a prezzo pieno un migliaio, o giù di lì, di copie del suo libro, copie che poi naturalmente si darà in fronte. Sì, certo, ne regalerà un po' ad amici e parenti, magari ne venderà personalmente, o ne farà vendere, qualche decina, ma la cosa finirà lì, perché il libro non avrà alcuna distribuzione. Dopo che lui ci avrà speso diverse migliaia di euro (eh, già).

L'autopubblicazione è una sorta di “terza via”. In primo luogo, non c'è cessione dei diritti e questo deve essere ben chiaro: i distributori di eBook  autopubblicati nei negozi online (Amazon, iBooks, Google Play solo per citare quelli internazionali) non sono delle case editrici, quindi i diritti restano in capo all'autore, che ne è l'unico detentore. Questo, sul piano pratico, è un vantaggio o uno svantaggio? Probabilmente un vantaggio, perché la percentuale sul prezzo di vendita che va all'autore è più alta; se, infatti, uneBook pubblicato da un grande editore frutta all'autore il 25% del prezzo di copertina, nel caso dell'autopubblicazione può fruttargli anche il 60%. Un altro vantaggio è che l'autorecontrolla il processo della pubblicazione nella sua interezza: può decidere ogni dettaglio relativo al suo libro, dalle scelte stilistiche nel testo alla grafica della copertina al layout interno, dal prezzo alla “quarta di copertina”, fino al momento in cui l'opera va sul mercato ed eventualmente ne viene ritirata. In entrambi i casi di cui sopra (editoria tradizionale e a pagamento), queste scelte spettano ad altri e l'autore può metter bocca fino a un certo punto.

Per contro, assumersi la totale responsabilità della pubblicazione significa anche far ricadere su di sé tutte le colpe, nel caso in cui qualcosa vada storto. E soprattutto, essere completamente e desolatamente soli. Non avere un editor al quale mandare le stesure del testo per avere un feedback, non avere un correttore di bozze, non avere un ufficio stampa che promuova il libro una volta pubblicato…

Le organizzazioni come “Scrittura a tutto tondo” vanno appunto a inserirsi in questo vuoto, colmandolo. Non è detto che si debba per forza avvalersi di un editor ma, se se ne sente il bisogno, eccoci. Non è detto che si debba per forza avvalersi di un grafico professionista per la progettazione della copertina, ma noi ce l'abbiamo. Si può creare un libro elettronico (file epub) anche da sé, ma se si preferisce affidarsi ad altri, e avere un risultato migliore, noi siamo qui. E per la promozione presso giornalisti e blogger, naturalmente è meglio che se ne occupi una persona terza e non l'autore direttamente: dà un'impressione di maggiore professionalità (e noi abbiamo ottenuto buoni risultati con la promozione degli eBook che abbiamo creato). E così via. Per questo scrittura “a tutto tondo”: il nostro servizio, volendo, è a 360 gradi, ma si può anche usufruire di un pezzettino soltanto.

Le risposte a tutte le altre tue domande, caro Salvo, sono una sola: sì. Il sistema dell'autopubblicazione di un eBook è funzionale (io stessa l'ho utilizzato per uno dei miei romanzi, allo scopo di testarlo), le possibilità di emergere dal marasma ci sono e si può persino sperare nel miracolo di un improvviso successo; se non altro si può sperare, perché è già accaduto diverse volte, che il buon riscontro ottenuto con l'autopubblicazione faccia sì che la cosiddetta editoria tradizionale si accorga del talento dell'autore. E allora, naturalmente, si festeggia!”

 

 
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