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  Editoriali  »  Speranza o delusione, nel costante tentativo di modificare le leggi dimensionali, di Lorenzo Russo 20/01/2021
 
Speranza o delusione, nel costante tentativo di modificare le leggi dimensionali

di Lorenzo Russo





Chi non si accorge di essere anche oggi in un qualche modo manovrato è un incosciente o ignorante.

La dimostrazione ce la riporta la fisica che ci spiega, che l'energia più forte attira le più deboli per creare sistemi nuovi-migliori o peggiori che siano-, il che mi fa pensare, che sia ancora in atto un sistema programmato da un costrutto superiore e ancora troppo complesso per l'uomo.

Le energie più deboli si adattano alla situazione per sopravvivere, sia pure con compiti minori.

Esistono diversissime formazioni e forme di energia, una delle quali è quella che l'uomo riscontra in se stesso con le sue capacità visive e mentali.

Detto questo, si nota l'emergere dei più forti, detti capi, con il compito di tenere unito il gregge e proteggerlo dalle insidie.

In questa funzione vengono aiutati da persone loro sottostanti e selezionati tra i più fedeli.

Nelle graduatorie successive si riscontrano quelli che hanno acquisito qualche merito per cui sono utili per il riuscire dell'impresa.

Il popolo minuto è negli ultimi gradini e viene controllato con un sistema appositamente creato per loro.

Fin qui, niente di male, se non fosse che, spesso, i capi evadono dai loro compiti per perseguire interessi propri, tra i quali noto il potere e la ricchezza.

Il metodo è oggi chiaro ai più, che è quello di fare promesse, senza poi mantenerle, e di offuscare insistentemente la mente dei sottostanti con i tanti programmi televisivi e altri mezzi di comunicazione sul quanto sia meglio per loro ubbidire ai capi, perchè altrimenti starebbero tutti peggio.

Se questa è la struttura della convivenza umana, non mi meraviglio che sostanzialmente cambi poco o nulla.

Tra i popoli, ci sono quelli che hanno forti stimoli di comando, e si danno anche da fare in questo senso, come dimostra il sorgere delle sette, bande, consorzi, associazioni di ogni tipo in ogni parte del mondo.

Col trascorrere del tempo alcuni popoli sono riusciti a recuperare un po' di libertà personale, organizzandosi in partiti che tutelino i loro interessi contro le voglie della casta del potere.

E qui, eccoci a una nuova dimostrazione che solo in un gruppo il singolo è meglio tutelato, ma anche fino a quando i capi del gruppo rimanessero onesti..

La democrazia, che ne è sorta, si fonda sulla costituzione e sugli organi rappresentativi, tra i quali emerge la magistratura con il compito di difendere i diritti del popolo contro ogni azione illecita.

Purtroppo, nella pratica si riscontrano casi nei quali la magistratura è in combutta con un partito o gruppo forte, dando così dimostrazione di essere corrotta.

Di fatto, vale sempre il motto: o con noi o contro di noi.

Cosa può fare l'onesto e ingenuo cittadino, se non adattarsi alla vigente situazione per sopravvivere con i suoi a suo carico.

Noto già che è ritornato il tempo di dover provvedere da sè; lo si nota dall'andamento dell'economia che non è in grado di creare sufficienti posti di lavoro e dall'andamento della politica sempre più in mano di correnti faziose e inadeguate.

Il dominio della elite si fonda sulla discrezione riguardante l'identità dei suoi capi, sul sostegno del personale subalterno e fedele, e infine sul segreto riguardante l'origine dei suoi fondi.

Tra le sue attività emerge quella di voler instaurare la democrazia ovunque esistano poteri a loro contrari.

Finanziano così le rivolte pacifiche senza tener conto che la forza politica di dominio dell'area non lo acconsentirà mai.

Conseguentemente non cambia nulla in questo mondo, anzi spesso la situazione di controllo, imposizione e rappresaglia è destinata ad aumentare.

Da tempo emerge uno nuovo metodo di dominio tra le grandi potenze che, tanto per fare un esempio, si fonda sull'indebolimento dell'economia della potenza avversaria con divieti di esportazione.

Nella pratica accade poi che, anche in una unione poltica il membro più forte riesce a evadere il divieto, senza che gli altri membri riescano a impedirglielo, così che rimangono danneggiati.

Questo a dimostrazione che anche in una unione politica esiste la concorrenza spietata e furba tra gli stati membri.

Ammettendo che la vita dell'uomo si fonda sul confronto continuo tra tra il bene e il male, (uguale a ristrettezza di comprendonio causata dalla sua composizione fisiologica ancora primitiva), mi viene da affermare che il diavolo sceglie proprio gli idealisti per affermarsi.

Di fatto, non esiste un mezzo migliore che servirsi di loro, proprio per la loro ingenuità infantile che li rende strumento per scopi di dominio.

In princpio non hanno torto, anzi affermo che sono necessari perchè alimentano l'energia del rinnovamento.

Il problema sta quindi nel fatto che un tale sviluppo abbisogna di un lasso di tempo molto più vasto e deve essere accompagnato da riforme vere, incominciando dal sistema economico fino a un'istruzione più efficace, cioè libera dai vincoli che non hanno portato miglioramenti utili.

Una bella avventura si delinea, se non fosse che l'uomo non è fatto per lei, così che per il momento è tangibile che il tutto avvenga per bramosia di potere dei più forti.

A loro si aggiungono gli affiliati delle sette, delle varie cospirazioni sparse in tutto il mondo, così che il quadro del complotto si completa.

Io non credo nell'evoluzione di tutti i popoli. Sarebbe contro le leggi naturali che riflettono le condizioni dimensionali, tutte fondanti sui contrasti dai quali sorgono le energie necessarie a sopravvivere.

Sono condizioni che mettono a dura prova l'Umanità, così che pochi, ma veramente pochi riescono a superare le tentazioni che esse presentano.

Quelle che, giorno per giorno, sfidano e attirano l'uomo con bramosia, da renderlo vacillante tra il fare e il non fare senza trovare una uscita liberatoria.

Il mantenimento dell'equilibrio tra i due poli migliorerebbe notevolmente le sue condizioni di vita, ma costa troppe energie, che l'uomo, ebbene, non ha.

Il risultato è un suo vagare alternativamente tra i poli alla ricerca delle sue origini, dove s'immagina di essere stato meglio, e da qui comprendere lo scopo del suo vivere in terra.

Si delinea qui un gioco senza fine e scopo, con un esito che alla fine rende tutti perdenti, e la cui soluzione vedo nella programmazione dei calcoli superiori, purtroppo ancora sconosciuti.

E qui mi viene in mente il paragone con Ulisse davanti alla Circe, solo che lui era furbo e astuto, per cui riuscì a liberarsi con i suoi compagni.

E cosa ci comunica la teoria della società aperta, così tanto auspicata da Karl Popper e tuttora perseguita dal suo allievo Soros?

Karl Popper spiega che non c'è progresso sociale se non riuscendo a trasmettere l'autorità dello stato ai cittadini. Stato e cittadini devono raggiungere un uguale grado di sviluppo così da diventare equivalenti nella scala dei valori e meriti.

Questo, per lo meno, è il cardine dei suoi pensieri sul tema.

La questione è molto complessa perchè abbisogna di un nuovo orientamento dei cardini della società moderna, con particolare riferimento all'educazione, istruzione, occupazione, assistenza sociale e psicologica per i bisognosi di ogni tipo che sono rimasti indietro.

Non credo che una tale forma di società sia realizzabile, ma spero che la democrazia non diventi una parola senza significato, ma che possa svilupparsi ulteriormente.

Per una società aperta mancano ancora i presupposti sia da parte delle popolazioni quando non fossero coscienti di dover assumere compiti difficili e indifferibili per il loro bene sia da parte della elite quando fosse ancora presa dai suoi stimoli di dominio o che non abbia altre possibilità per garantire ordine sociale.

Voglio sperare, però, che un giorno sia realizzabile, perchè mi è chiaro che il potere nella mano di una cerchia di persone può solo esistere fin quando il resto della popolazione non abbia raggiunto i necessari requisiti e qualità sia intellettuali sia di coscienza.

Ed è di nuovo qui che il diavolo mostra la sua vera identità, purtroppo solo da pochi intesa come il riflesso della arretratezza dell'uomo.

Niente di nuovo per il momento all'orizzonte, che rimane buio e solo a sprazzi rischiarato dalla luce della speranza, di quel tanto che tiene l'uomo in balia del suo destino.

Anche qui una mossa astuta del diavolo, così come lo intendono i credenti ingenui o una ulteriore dimostrazione di incapacità sociale dell'uomo.

Con il riferimento all'esistenza del diavolo, i credenti trasmettono fuori di sè le proprie incapacita di migliorare. No, non sono io, è il diavolo che si è preso possesso di me e mi ha costretto a commettere atti riprovevoli, tragici.

A ognuno il suo credo, ma non ne faccia troppo uso sbagliato per non creare danni maggiori.


 
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