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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Il fu violinista, di Gianluca Ferrari 15/07/2021
 
Il fu violinista

(in un piccolo camposanto nei pressi di Modena)

di Gianluca Ferrari



Dal golfo mistico dell’alto loculo

sovrasti tuo uditorio – morto fra i morti;

per sempre l’archetto sfiorerà le corde:

dall’incavo profondo d’Insondabile

quali note quali accordi ancora cerchi?

Quelli talmente portentosi

da germogliare nel marmo?

O sono suoni che, sirene

d’una materia non così dissimile,

fanno fermare di tanto in tanto

qualche nuvola là in alto?

Come faranno ad applaudirti gli altri

sempre gli stessi…

Avrai nel repertorio una canzone

per le tre ragazze ventenni

cui quasi, suonando, scarmigli i capelli?

Possibile che a così breve distanza

(ormai potrei toccarti, chiuso nella

ellittica virtù di solista) il tuo violino strida

alle mie orecchie nel tetro gargarismo

di cornacchie sugli alberi di cinta?

Sei in posa: l’archetto a perpendicolo

sopra la cassa armonica: così tua lapide

ha una croce doppia.

Vuol forse dire che la Musica,

perfino la divina Musica non può

far nulla per sottrarvi al luogo

dove più niente importa?


Da Acquerelli gotici (edito in proprio, 2020)



































 
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