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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Admira Ismic e Bosko Brckic di Armando Salvatore Santoro 01/06/2006
 

Admira Ismic e Bosko Brckic


Ansanti sotto il sole di maggio,
correndo verso un mondo migliore
programmato guardando di notte le stelle
e raccontando alla luna i progetti d'un futuro
ancora tutto da costruire.
Due sacchi con i sogni accuratamente ripiegati,
unica ricchezza ad un nulla lasciato
con la certezza del ritorno.
I corpi protesi, quasi un gioco infantile
fatto tante volte nelle giornate di sole
vicino alle aie coi cani festosi che abbaiavano dietro.
Una speranza a portata di mano oltre il fiume Miljacka
che scorre tranquillo,
incurante degli spari dei cecchini.
Poi, il silenzio nell'abbraccio freddo
d'una morte arrivata dal nulla
a spazzare via la speranza di giorni migliori.
Svolazzano ancora per l'aria
i sogni d'un mondo sereno
fuori dall'assurdità di una guerra razziale senza ragione.
Sogni di bimbi gioiosi
sgambettanti per stanze ormai senza sorrisi;
giornate scolastiche mai vissute
a sfogliare un abbecedario che nessuno mai leggerà.
Sogni d'una vita diversa
e d'una vecchiaia serena,
gioiosamente vissuta,
guardando le rughe lente spuntare
e le mani lievi inseguire
il gioco delle vene sulla pelle
che il tempo ricama in silenzio.
Il sole accarezza un dramma che non conosce pietà,
mentre i sogni si dileguano
lungo le sponde melmose d'un fiume mai attraversato.
Incuranti le mosche cantano il loro ritornello,
svolazzando sugli occhi di quei corpi immobili,
ormai fuori dal tempo.

 

 
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