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  Scritti di altri autori  »  Poesie  »  Vanitą di Pietro Sassi 15/06/2006
 

Nebbia e torpore                                           

dello stanco paesaggio,  

le case come segni

di una vita nascosta,

vibrazioni apparenti

di memorie.

 

Nere braccia contratte

nello spasmo,

tenaci resistenze,

strazi muti,

ed un cane che dorme,

e sembra vivo,

l'ultimo insulto accoglie

dalla pioggia.

 

Rari fuochi dispersi

nella campagna grigia

bruciano l'aria immota,

il fumo si confonde

con la coltre pietosa

e gli occhi fissi in cielo

son penetrati e ciechi.

 

Non resta che il silenzio

ascoltato e assorbito

da un mondo gią perduto

che si culla

in un lento invecchiare

senza morte.

 

 

 

 

 

 

 
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