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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Preparando il barbecue, di massimolegnani 15/07/2023
 

Preparando il barbecue

di massimolegnani




Sin da lunedì, immobili, aspettiamo il venerdì, ma quando arriva ci accorgiamo che nel frattempo siamo diventati vecchi. È che il tempo fermo va veloce e questo mi disturba.

C´è una discordanza inconciliabile tra il mio modo di scandire lo spazio astratto tra due istanti e quello proprio del reale. Non voglio dire che sono un tipo dal ritmo frenetico, sempre indaffarato tra affari, affetti e fesserie, che il tempo gli sta per forza corto.

Al contrario, ho un passo pigro anche quando sembro andar di fretta, ma proprio quando vado più lento, quasi fermo, ecco che il tempo mi scorre via inafferrabile. 
Avevo qualche ora a mia disposizione, i due metri di catena concessi a volte al cane, qualche ora da impiegare al meglio, ma mi è sparita dalle mani mentre salutavo il ritorno della nebbia sotto forma di vapore che sale dal terreno, scaldato dal sole dopo la pioggia torrenziale della notte. Guardavo la compattezza bianca che nasconde il mondo così bene che lo puoi immaginare differente, e intanto sistemavo la piccola catasta di rametti, qualche pigna, due fogli di giornale a far da miccia al fuoco di tronchetti secchi per preparare una grigliata genuina senza l´aiuto della carbonella preconfezionata. 
Aspettavo il culmine comune ai due fenomeni, la coincidenza degli eventi dentro e fuori dal terrazzo, l´istante della fiamma che dilaga quando la legna, stanca di resistere al calore di una fiammella petulante, finalmente cede e s´incendia, divampando in un bagliore come un eretico sul rogo, e contemporaneamente il momento in cui, nei campi attorno, la nebbia cede d´improvviso al sole svelando il contorno delle cose, come una memoria che insperatamente torna. È un gioco che appassiona, un esercizio di confronti tra i ricordi e le cose come sono, ecco la siepe che non avrei detto così verde, ecco la casa di Martino, che ha grosse pietre nel muro che si sbriciola, io ricordavo un intonaco perfetto, ecco il mais che mi sembra cresciuto smisurato nel frattempo.

E vorrei fare altrettanto con i dettagli dei ricordi personali, una fiamma amica che mi dica dove eravamo alla comparsa delle prime rughe, in che negozio e come è stato che hai sorriso, se con gli occhi o tra le labbra, indossando la prima salopette, se era a righe blu o rosse. E dove le tracce d´allegria, dove la tristezza, e poi vorrei una nebbia che confonda, che rimescoli ieri, oggi e domani, e spiani e ricomponga e infine luminosa ti riveli come non ti ricordavo. 
Ma intanto il tempo che credevo fermo se n´è andato, le bistecche sono cotte e tira al collo la catena che credevo così lunga. 



 
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