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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Agostino, di massimolegnani 06/10/2023
 

Agostino

di massimolegnani



Il più giovane dei fratelli Salemi aveva un nome che gli sembrava una beffa se considerava il proprio carattere non certo solare e la propria mole poco adatta a quel diminutivo.

Sin da bambino Agostino era corpulento e ombroso, quasi cupo, come certe giornate di novembre dal sole incerto e dalle ombre troppo lunghe. Ma era nato a metà agosto e ai genitori piacque dargli il nome del mese dedicato al riposo e alle vacanze, avessero potuto l´avrebbero chiamato Ferragostino.

Per tradizione il compleanno veniva festeggiato a Milano Marittima dove la famiglia un tempo passava le vacanze. Anche ora che i ragazzi erano cresciuti e i genitori erano invecchiati si ritrovavano tutti quanti lì per pochi giorni a ripetere l´antico rituale che prevedeva la buttata in acqua di Agostino ancora vestito da parte dei fratelli e culminava con i fuochi d´artificio in riva al mare per la festività di metà mese, fuochi che da bambino aveva creduto fossero dedicati a lui.

Agostino non sapeva dire se odiasse più lo strepitio dei fuochi o quel tuffo non voluto tra le onde. Il fatto è che lui odiava tutto dell´estate, la riviera adriatica in particolare, il caldo, la noia, la gente e quel mare piatto e sconfinato. Non gli era mai piaciuto nuotare, ancora ricordava con disgusto il maestro di nuoto che lo costringeva in acqua, lui che sgambettava infreddolito col terrore di annegare e l´altro che rideva ai suoi capricci.

Ma quest´anno Agostino ha deciso di rompere la consuetudine: ha affittato una baita su in montagna per quei giorni cruciali e ha mandato per tempo un messaggio a tutta la famiglia: se volete raggiungermi qui al fresco vi offro un piatto di polenta e niente fuochi. Ora è lì che si gode il fresco in solitudine, aspettando senza ansia che qualcuno si faccia vivo.

 
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