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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Il lago di Camillo, di massimolegnani 27/10/2023
 

Il lago di Camillo

di massimolegnani



Di buon mattino Camillo sale in barca e rema fin dove glielo consentono le braccia. Apre il grosso ombrello da sole, innesca lŽesca sullŽamo, getta la lenza in acqua con un lancio piuttosto maldestro e aspetta.

In realtà Camillo non sa pescare, probabilmente sbaglia il luogo e il modo. Sta ore a fissare la canna che non vibra, ma lo vedessi in viso, ha unŽaria stranamente soddisfatta. La pesca è poco più di un alibi, una scusa per stare quieto in mezzo al lago, lontano da ogni sponda, circondato dal silenzio. È che ama questo piccolo specchio dŽacqua interdetto ai motori e preferito dalle anatre.

A volte capita che un pesce particolarmente sbadato abbocchi, ma lui di solito lo ributta in acqua quasi dispiaciuto di averlo catturato. Però, se nei paraggi ha visto volare lŽairone cinerino, allora sacrifica il pesce, lo deposita allŽestremo opposto della barca e aspetta che lŽuccello vinca la diffidenza e venga a rubarglielo. Data la stazza, ha gesti goffi lŽairone nel posarsi sul bordo della barca e nel risollevarsi poi con il pesce nel becco. Camillo finge di non guardarlo per non intralciare la rischiosa operazione, ma quando lo vede riprendere il volo sbattendo le grosse ali gli mormora bravo a moŽ di saluto.

Allo stesso modo saluta i canottieri quando gli sfilano accanto, ama il fruscio dello scafo che fende lŽacqua, sottile come una lama, i colpi di remo cadenzati, i respiri affannati allŽunisono. Fa un gesto di saluto con la mano sussurrando anche a loro, bravi!, i canottieri rispondono con un cenno del capo al loro unico pubblico e silenziosi scivolano via.

Camillo sparge sullŽacqua la pastura che non ha usato per i pesci e guarda divertito le anatre che a frotte si dirigono verso la barca e si contendono il cibo sgomitando. Fate piano, ce nŽè per tutte, dice sporgendosi dal bordo.

È una giornata che altri troverebbero monotona, ma per Camillo sono ore spese bene, ricche di piccole emozioni. LŽultima è orientare la prua ad occidente per guardare il sole che come un sipario cala dietro le montagne. Solo dopo il tramonto riporta la barca a riva. E a chi attraccando al pontile gli chiede se ha preso pesci, lui risponde scuotendo sconsolato la testa. Ma allontanandosi gli scapperà un sorriso sotto i baffi.

 
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