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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Mercatini e anime, di massimolegnani 19/04/2024
 

Mercatini e anime

di massimolegnani



Dopo il click che aveva reso manifesto lo scatto, ci fu un istante di gelo. I due si guardarono a lungo, torvo uno, imbarazzato l´altro, Camillo.

Lei mi ha appena rubato l´anima!, esclamò quello con aria severa togliendosi la pipa di bocca. Camillo boccheggiò imbastendo una giustificazione farfugliata: sa, il basco, la barba, la pipa, gli occhialini, non ho resistito.

Silenzio e sguardi tesi per cui il nostro si sentì in dovere di aggiungere:

...se lo desidera, cancello la foto.

Una risata sgorgata cristallina dalla gola dell´uomo ruppe la tensione:

Ma no, se la tenga pure la mia anima. Però ne faccia buon uso. Lo sconosciuto rise di nuovo e si allontanò con un cenno di saluto, lui rimase lì a chiedersi che uso, buono o cattivo, potesse fare di una foto. L´unica era rubare altre anime fino a farne un bel mazzetto, così cominciò a guardarsi intorno.

Ceramiche, candele, bigiotteria, modernariato, lavori in lana, manufatti in cuoio, prodotti bio, c´era di tutto al mercatino di natale di via Madama Cristina, era come un piccolo balun. Camillo si aggirava tra i banchetti incuriosito dalla qualità e varietà delle merci esposte, dalla pacata frenesia della piccola folla di avventori e dalla spigliatezza e competenza quasi professionali degli espositori: questi illustravano la bontà dei propri prodotti senza però pressare il possibile cliente per un acquisto, come non fosse quello il punto fondamentale, quanto il far conoscere il lavoro e la cura che avevano riposto nel creare i loro manufatti.

Camillo più che dagli oggetti era attratto dai volti, gli bastava scorgere un sorriso o un´espressione corrucciata per leggere su quei tratti un´intera storia, a volte buffa, a volte seria, mai drammatica. Guardava con interesse le persone e ogni tanto scattava una foto che una volta a casa avrebbe riguardato come sfogliasse un libro di racconti.

No, non si sentiva un ladro, e quando per caso s´imbatté di nuovo nel suo primo soggetto riprese a parlargli con più convinzione: è come essere in una biblioteca all´aperto dove è possibile prendere qualche libro in prestito.

E che libri ha preso?

Generi vari di autori promettenti ma per ora sconosciuti.

L´uomo col basco sorrise, mi piacerebbe sfogliarne qualcuno.

Camillo, di solito schivo, lo invitò a bere qualcosa. Seduti al tavolino di un bar, passarono il resto della mattina a imbastire storie e a discutere di anime semplici, come due vecchi amici.

 
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