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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  A mia madre dalla sua casa, di Mario Luzi 31/07/2012
 

Un ritorno al passato, alle radici che, altrove lontane, qui rinascono In un'atmosfera lenta, propria di una calda notte d'agosto, ma anche di un luogo in cui ancor la vita non fugge via.

 

 

 

A mia madre dalla sua casa

di Mario Luzi

 

 

M'accoglie la tua vecchia, grigia casa

steso supino sopra un letto angusto,

forse il tuo letto per tanti anni. Ascolto,

conto le ore lentissime a passare,

pił lente per le nuvole che solcano

queste notti d'agosto in terre avare.

Uno che torna a notte alta dai campi

scambia un cenno a fatica con i simili,

infila l'erta, il vicolo, scompare

dietro la porta del tugurio. L'afa

dello scirocco agita i riposi,

fa smaniare gli infermi ed i reclusi.

Non dormo, seguo il passo del nottambulo

sia demente sia giovane tarato

mentre risuona sopra pietre e ciottoli;

lascio e prendo il mio carico servile

e scendo, scendo pił che gią non sia

profondo in questo tempo, in questo popolo.

 

 
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