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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Vennero i freddi, di Attilio Bertolucci 29/01/2013
 

Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000) è fautore di una poesia del tutto personale che sommariamente si potrebbe definire un tentativo di conciliare le poetiche dei crepuscolari e del Pascoli con una espressività moderna, ben in alternativa all'ermetismo di Quasimodo e di Montale. In buona sostanza può essere inserito in quella corrente poetica propria di Penna, Caproni e Pasolini e definita più propriamente neorealistica.

Personalmente nella poesia di Bertolucci non vedo un'aspirazione ermetica, bensì una straordinaria capacità di sintesi armonica, come nella lirica che segue, breve, concisa, capace di trasmettere con immediatezza al lettore le sensazioni provate dall'autore all'arrivo dei primi freddi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vennero i freddi

di Attilio Bertolucci

 

 

Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.




 
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