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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Viatico, di Clemente Rebora 09/05/2015
 

Continua la ricerca di poesie sulla Grande Guerra; non se ne trovano molte e fra queste quelle buone sono poche. Comunque credo che quella che segue, di Clemente Rebora,  sia in grado di ben esprimere l'orrore di quella follia.

 

 

 

Viatico

di Clemente Rebora

 

 

O ferito laggiù nel valloncello,

tanto invocasti

se tre compagni interi

cadder per te che quasi più non eri.

Tra melma e sangue

tronco senza gambe

e il tuo lamento ancora,

pietà di noi rimasti

a rantolarci e non ha fine l'ora,

affretta l'agonia,

tu puoi finire,

e conforto ti sia

nella demenza che non sa impazzire,

mentre sosta il momento

il sonno sul cervello,

lasciaci in silenzio –

grazie, fratello.

 
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