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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  A mio padre, di Camillo Sbarbaro 18/03/2016
 

Il 19 marzo di ogni anno si celebra la festa del papà, con omaggi al genitore e conseguente contributo all'andamento dell'economia. Sono spesso doni ripetuti, una cravatta, un maglioncino, insomma un presente, ma se si provasse a regalare una poesia, una bella poesia, come quella che segue, accompagnata da un abbraccio forte e sincero, non sarebbe forse meglio?

 

 

 

 

A mio padre

di Camillo Sbarbaro

 

 

Padre, se anche tu non fossi il mio padre,
se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t'amerei.
Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno
che la prima viola sull' opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l'appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.


E di quell'altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l'attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l'avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch' era il tu di prima.
Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t'amerei.

 
©2006 ArteInsieme, « 012591013 »