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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Elegia, di Dylan Thomas 27/05/2016
 

Dylan Thomas (Swansea, 27 ottobre 1914 . New York, 8 novembre 1953) é stato un famoso poeta gallese dalla vita disordinata e improntata al più estremo anticonformismo.  La sua è una poesia al di fuori di qualsiasi corrente dell'epoca e non solo, perché va oltre anche ogni canone, ivi compreso quello stilistico. Piena di creatività, di accelerazioni improvvise e di rallentamenti altrettanto improvvisi, affonda le sue radici nel mondo della sua infanzia e nelle tradizioni della sua terra. A volte di intonazione epica, altre di ispirazione bucolica, rappresenta per il lettore un'esperienza unica e anche memorabile.

 

Elegia

di Dylan Thomas

 

Troppo orgoglioso per morire, morì debole e cieco
Nel più oscuro dei modi, e non indietreggiò,
Un uomo freddo; e gentile, coraggioso nel suo angusto amor 
proprio!
Nel più oscuro dei giorni. Oh, possa egli per sempre
Riposare sereno, finalmente, sull'estrema collina
Delle croci, sotto l'erba, in amore, e qui tra i lunghi


Stormi ringiovanire, e mai giacere smarrito
O inerte i giorni innumerevoli della sua morte,
Benché sopra ogni cosa desiderasse il seno di sua madre.


Che era polvere e sonno, e nella terra cortese
La nera giustizia della morte, cieca e sconsacrata.
Che non trovi mai requie ma sia generato e mantenuto,


Pregai nella stanza accovacciante, presso il suo cieco letto,
Nella casa attutita, qualche secondo prima
Di mezzogiorno, e col buio, e alla luce. Il fiume dei morti


Gli venava la povera mano che stringevo, e io vedevo
Attraverso i suoi occhi senza lume le radici del mare.

 
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