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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  La spigolatrice, di Renzo Pezzani 18/06/2016
 

Tempo d'estate (per quanto incerto), tempo di mietitura; oggi provvede alla bisogna una macchina. Ma un tempo non molto lontano si andava a colpi di falce e così più facilmente capitava che qualche spiga non fosse raccolta. Fra le stoppie poi accorrevano le spigolatrici, non spinte dall'avidità di guadagno, ma dalla fame, una fame che accompagnava tanta gente dalla nascita alla morte, una condizione di estrema indigenza in confronto alla quale i nostri poveri sembrano ricchi.  Renzo Pezzani, poeta sensibile alla realtà del suo tempo (prima metà del secolo scorso), ha tributato un omaggio in versi a questi sventurati.

 

 

 

La spigolatrice

di Renzo Pezzani

 

 

Bimbetta povera che cerchi grano,
ieri la falce passò di qui
e non rimasero che stoppie grame
con questo sole di mezzodì.

No; vi rimase una spiga perduta
come la piuma d'un uccellino.
 I mietitori non l'hanno veduta,
dormiva in terra come un bambino.

Stelo falciato somiglia uno spino:
l poveri piedi che nudi vanno
dietro il passo del contadino
a cercare il pan d'un anno.


Che un poco oggi, un poco domani:
spiga con spiga si fa un fascetto,
con un fascetto si fan tre pani
e ci campa un poveretto.




 
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