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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Svegliandomi il mattino, di Camillo Sbarbaro 19/07/2016
 

Un altro giorno, un’altra consapevolezza di esistere, una vita sofferta in quanto vita, quando è invece meglio senz’altro dormire.





Svegliandomi il mattino

di Camillo Sbarbaro





Svegliandomi il mattino, a volte provo
sì acuta ripugnanza a ritornare
in vita, che di cuore farei patto
in quell'istante stesso di morire.
 Il risveglio m'è allora un alto nascere;
ché la mente lavata dall'oblio
e ritornata vergine nel sonno
s'affaccia all'esistenza curiosa.
Ma tosto a lei l'esperienza emerge
come terra scemando la marea.
E così chiara allora le si scopre
l'irragionevolezza della vita,
che si rifiuta a vivere, vorrebbe
ributtarsi nel limbo dal quale esce.
 Io sono in quel momento come chi
si risvegli sull'orlo d'un burrone,
e con le mani disperatamente
d'arretrare si forzi ma non possa.
 Come il burrone m'empie di terrore
la disperata luce del mattino.


 
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