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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  La lucertola di Casarola, di Attilio Bertolucci 17/08/2016
 

A volte per scrivere una poesia basta poco, è sufficiente pescare nella memoria un qualcosa che un tempo assai lontano ci ha colpito, ed eccolo riemergere più presente che mai e balzare agli occhi; può essere poca cosa per i più, ma per chi l’ha conservato così gelosamente é più di un ricordo, è in questa poesia lo stupore che suscitano degli esserini che in miniatura tanto ricordano i mitici dinosauri.







La lucertola di Casarola

di Attilio Bertolucci





Dovrei chieder aiuto a Marianne Moore 
o all'Abate Zanella o a Jules Renard
per scrivere, non dei dinosauri di Crichton
e di Spielberg, ma di quelle lucertole
che a quei sauri s'apparentano con grazia
naturale soggiornando sulle pietre
assolate del portale
di Casarola, facendosi emblema
e stemma vivo
non so se della famiglia o dell'estate.

Ricordo che bambino m'incitavano
a mozzar loro la coda non temere,
rinasce, non temere e io a rifiutare caparbio, silenzioso.
Possibile che non soffrano?
Stavo a guardarle
incantato apparire e scomparire e riapparire,
ansioso se una gatta di casa
puntava ad esse in mancanza di topini.




 
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