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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Le pannocchie, di Ada Negri 13/07/2017
 

Poetessa di grande incisività e delicatezza Ada Negri ha nei suoi versi un fascino del tutto particolare, una sorta di ricordo-rimpianto che tanto fa bene all’animo del lettore.









Le pannocchie

di Ada Negri



Or che il granturco fu raccolto, a gara
le massaie hanno appeso in molte file
alle rozze verande le pannocchie.
Splendono le pannocchie sui graticci
di legno, gialle, d'un bel giallo ardente
ch'è quasi rosso, fitte di rotondi
chicchi, liete allo sguardo e liete al cuore.
Voi superbe, o massaie, per la casa
parata a festa come al Corpus Domini,
quando fra canti e mortaretti passa
col suo Gesù la Vergine Maria!
Splendono le pannocchie al sol d'autunno,
tutte certezza; ed ai fanciulli parlano
della polenta che la madre al fuoco
del nel paiolo rimesta, e d'un sol colpo
sul tagliere arrovescia, e, nel buon fumo
ravvolta, suddivide in tante fette
quante le bocche.


Giunto poi che sia
gennaio con la sizza  come frusta
che scocchi su la pelle e con la neve
alta sino ai polpacci, oh, benedetta
la polenta che scalda mani, gola
e sangue, mentre sugli alari avvampano
secchi rami di pino intorno al ceppo,
e dalle travi del soffitto in strane
ombre discende, adagio adagio, il sonno.


 
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