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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Argento grigio, di Clemente Rebora 24/08/2017
 

Ha scritto due stupende poesie sul dramma della guerra (nel caso specifico la Grande Guerra); certo che Viatico e Voce di vedetta morta, oltre ai contenuti, sono esempi di grande capacità figurativa. Si legge, si diventa presenti, si avverte l’angoscia, intorno a noi l’orrore della guerra, il tanfo della morte, la trincea che appare come una fossa. Clemente Rebora è un poeta capace di affrontare altri argomenti e in ogni caso rimane quella grande capacità descrittiva che non poco contribuisce al coinvolgimento. Nella poesia che segue il paesaggio, tipicamente collinare, è caratterizzato dall’argento degli ulivi, che donano un profondo senso di pace.




Argento grigio

di Clemente Rebora



Argento grigio, cinerino argento 
pallor di solitaria onda di olivi 
che si raccoglie a valle, ove i declivi 
posano in un sopor d'ombra e di vento. 
E odor di menta, odor umido e lento 
di fieno, chioccolio roco di rivi 
o di polla che ognor li riavvivi, 
tra suon di augelli ne' silenzi spenti.
o pace, o rivi, o ciottoli lucenti 
d'acqua, quanto stupor e che desio 
di sonno la pensosa anima invade  
A lenti passi scendono le strade 
e dilungano quindi con più lenti 
passi in un grembo, pallido, di oblio. 





 
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