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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Vino bono, di Trilussa 18/09/2017
 

L’autunno è anche la stagione della vendemmia, della raccolta dell’uva, della sua pigiatura nei grossi tini dove poi il mosto ribolle in un effluvio di profumi che annunciano quello più vellutato del futuro vino e il vino è una bevanda che consente agli uomini - che lo ingeriscono non in modica quantità – di vedere quello che non c’è, di dimenticare per un po’ quello che si è.



Vino bono
di Trilussa



Mentre bevo mezzo litro, 
de Frascati abboccatello, 
guardo er muro der tinello 
co’ le macchie de salnitro. 

Guardo e penso quant’è buffa 
certe vorte la natura 
che combina una figura 
cor salnitro e co’ la muffa. 

Scopro infatti in una macchia 
una specie d’animale: 
pare un’aquila reale 
co’ la coda de cornacchia. 

Là c’è un orso, qui c’è un gallo, 
lupi, pecore, montoni, 
e su un mucchio de cannoni 
passa un diavolo a cavallo! 

Ma ner fonno s’intravede 
una donna ne la posa 
de chi aspetta quarche cosa 
da l’Amore e da la Fede… 

Bevo er vino e guardo er muro 
con un bon presentimento: 
sarò sbronzo, ma me sento 
più tranquillo e più sicuro.

 
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