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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Orme sulla neve, di Enrico Panzacchi 01/12/2017
 

Un quadro d’altri tempi, con il risveglio di un piccolo borgo dopo una notte di neve. Non c’è motivo, però, di gioire di questo candore, perché l’inverno è sofferenza per i più deboli, per i piccini e per i vecchi, e soprattutto per chi è misero, per chi gira con le scarpe rattoppate o addirittura senza scarpe.




Orme sulla neve 

di Enrico Panzacchi



Sull'alba è intatta al suolo
la grande nevicata
che fioccò tutta notte;

Poi sul bianco lenzuolo
appar qualche pedata:
pié grandi e scarpe rotte.

Soffre la vita o dorme:
ai bimbi il verno è crudo,
come all'età cadente.

Veggo, fra l'altro, l'orme
d'un picciol piede ignudo
che m'attrista la mente.

Ahi, ahi, chi vi ristora,
o tremanti piedini
di fanciullo errabondo?

E vi son dunque ancora
dei poveri bambini
che van scalzi pe'l mondo?


 
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