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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Partenza mattutina, di Vincenzo Cardarelli 01/07/2020
 
Ecco un’altra voce poetica che ascolto sempre con grande piacere, con quella capacità di poetare che spumeggia come un torrente montano e con i temi che tratta, mai pochi, anche se la natura, direttamente o indirettamente, quasi sempre è presente. Il ritorno al paese trova quanto era presente nell’infanzia, eppure tutto sembra diverso, perché è cambiato lo spirito ed un dramma tale che dopo una notte insonne fugge. L’esperienza di una vita hanno reso alieno il passato che lui vedeva da bambino, tanto che ciò che era, ed è ancora, lo fa sentire estraneo, al punto che perfino il suono della propria voce lo fa inorridire.




Partenza mattutina

di Vincenzo Cardarelli



Al mio paese non posso dormire.
Sempre mi leverò coi primi albori
e fuggirò insalutato.
Quanti mattini della mia infanzia
 furon simili a questo,
libeccioso e festivo,
con la marina burrascosa. in vista
e la terra bagnata.
Quante volte percorsi questa strada
 ove oggi mi ritrovo e mi stupisco
d'essere ancora al mondo.
Sconosciuto, inatteso,


ecco mi in via di nuovo
per quella stazioncina solitaria
 in cui vissi bambino, a cui ritorno,
e tutto il mio passato
mi frana addosso.
Inorridisco al suono
della mia voce.


 
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