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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Il mio funerale, di Nazim Hikmet 01/10/2010
 

 

Più conosciuto per le sue meravigliose poesie d'amore, Nazim Hikmet è stato anche un uomo molto impegnato politicamente, il che ha segnato la sua esistenza con lunghi anni di carcere e poi con l'esilio.

Quindi esiste anche una produzione artistica di carattere politico, a mio avviso minore, ma nulla toglie alla grandezza di questo autore che nella poesia che segue, nonostante il titolo, è uno stupendo canto d'amore per la vita, da cui si accomiaterà pochi giorni dopo averla scritta.

 

 

IL MIO FUNERALE
(Maggio, 1963)

di Nazim Hikmet

 

Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell'ascensore non c'entra
e la scala è tanto stretta.

Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
forse sull'asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l'immondezza.

Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.

La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.

 

 
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