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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Il sole splende per tutti, di Jacques Prévert 25/01/2011
 

Famoso, poeta a tempo perso, perché la sua attività principale era quella di sceneggiatore (sono opera sua i celeberrimi Il porto delle nebbie, Alba tragica e Gli amanti perduti), è stato anche l'autore di parole di canzoni interpretate da artisti del calibro di Juliette Greco e Yves Montand.

Jacques Prévert, con il suo modo di osservare il mondo rifiutando di omologarsi ad esso, aveva comunque un'indole poetica forte e ben radicata, e in effetti i suoi testi hanno come base sempre un motivo polemico, in una lotta aspra contro il conformismo, mossa da uno spirito anarchico, che lo conduceva a uno sdegno viscerale contro il potere e contro il falso moralismo.

I suoi sono versi che hanno la forza devastante di chi sa interpretare i malumori del comune cittadino, dell'operaio sfruttato, del disoccupato e di chi langue in carcere per motivi politici.

Non manca di autoironia in questo impegno, nella consapevolezza che, per essere veramente libero, tutti gli altri devono esserlo anch'essi, dando vita così a un ulteriore omologazione.

 

 

Il sole splende per tutti

di Jacques Prévert

 

 

 

Il sole splende per tutti
ma non splende nelle prigioni
non splende per quelli che lavorano in miniera
quelli che mangiano carne cattiva
quelli che soffiano le bottiglie vuote che altri
 berranno piene
quelli che passano le vacanze nelle officine
quelli che mungono le vacche e non bevono il
latte
quelli che dal dentista non vengono addormentati
quelli che hanno il pane quotidiano settimanale
quelli che l'inverno si scaldano nelle chiese
quelli che il sagrestano sbatte a scaldarsi fuori
quelli che vorrebbero mangiare per vivere
quelli che viaggiano sotto le ruote
quelli che vengono assunti. licenziati, aumentati.
diminuiti, manipolati, frugati. accoppati
quelli che non hanno mai visto il mare
quelli che puzzano di lino perché lavorano il lino
quelli che non hanno l'acqua corrente
quelli che spalano la neve per un salario irrisorio
quelli che invecchiano prima degli altri.

 
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