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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  La poesia, di Pablo Neruda 11/02/2011
 

E' senz'altro uno dei miei preferiti, per quella capacità di esprimere alti concetti con una quasi naturale semplicità, versi che penetrano, dolcemente, fino al cuore.

 

 

La poesia

di Pablo Neruda

 

 

E fu a quell'età... Venne la poesia
a cercarmi. Non so, non so da dove
uscì da quale inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole, né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
all'improvviso fra gli altri,
tra fuochi violenti
o mentre rincasavo solo,
era lì senza volto
e mi toccava.

Io non sapevo che cosa dire, la mia bocca
non sapeva
chiamare per nome
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa pulsava nella mia anima,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi il primo rigo vago,
vago, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi nulla sa,
e vidi all'improwiso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori
la notte travolgente, l'universo.

E io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell'abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si distese nel vento.

 
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