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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  La guerra è dichiarata, di Vladimir Vladimirovich Majakovskij 02/03/2011
 

Definito il poeta della rivoluzione sovietica, allineato totalmente al regime, poeta di corte ampiamente beneficiato, si tolse tuttavia la vita nel 1930, a soli 37 anni, in preda, si disse, a una grossa delusione amorosa, anche se dubbi sulle motivazioni e, soprattutto sulla volontarietà di suicidarsi, sussistono, perché erano da non molto iniziate le famose purghe staliniane. In questa poesia, afferente l'avvio della prima guerra mondiale, è possibile notare tutta la forza prorompente che il poeta mette nei suoi versi.

 

 

 

 

 

La guerra è dichiarata

di Vladimir Vladimirovic Majakovskij















Edizione della sera! della sera!
Italia! Germania! Austria!!»
« E sulla piazza, tetramente listata di nero,
sprizzò uno zampillo di sangue purpureo! .
Il muso a sangue si ruppe un caffè,
imporporato da un urlo ferino:
«lntossichiamo col sangue i giuochi del Reno!
li tuono dei cannoni sui marmi di Roma!».
Dal cielo, lacerato sulla punta delle baionette,
sgocciolavano lacrime di stelle, farina in un setaccio,
e la pietà gridava, pestata dalle suole:
«Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!».
Sul piedistallo sfaccettato i generali di bronzo
supplicavano: «Liberateci e noi andremo!».
Scalpitavano i baci della cavalleria in partenza,
e i fanti volevano la vittoria assassina.
Alla città ammucchiata, mostruosa venne in sogno
la voce di basso del cannone sghignazzante;
da occidente cadeva neve rossa
in brandelli- succosi di carne umana.
Si gonfiava nella piazza una compagnia dietro l'altra,
sulla sua fronte irata le vene erano turgide!o.
«Aspettate, tergeremo le spade
sulla seta delle cocottes!! nei viali di Vienna!».
Gli strilloni si sgolavano: «Edizione della sera!
.Italia! Germania! Austria!».
Ma dalla notte, listata tetramente di nero,
sprizzava uno zampillo di sangue purpureo.

 
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