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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  La Chimera, di Dino Campana 25/11/2011
 

Se la pazzia porta a scrivere poesie di questa eccellenza ben venga, ma forse Dino Campana non era un alienato, bensì un uomo fuori dal suo tempo, visionario, magari allucinato; resta il fatto che il suo sguardo sapeva andar oltre il contingente, esulava dai problemi della realtà della sua epoca e indugiava oltre quella linea d'orizzonte che rappresenta il confine fra un presente ancor sconosciuto e un futuro assolutamente ai più inipotizzabile. E lui scriveva ciò che sentiva, ciò che avvertiva, tanto di quello che nemmemo a lui appariva chiaro, ma in un velo che rendeva incerti i contorni, come tutto ciò che si intuisce senza averne coscienza.

Nei suoi versi aleggia un simbolismo onirico, un rincorrersi di passato e presente, che alimenta un ricordo che è visione del futuro, in un'estasi della metafisica, pregna delle atmosfere misteriose del paesaggio.

 

 

 

 

 

La Chimera

di Dino Campana

 

 

Non so se tra roccie il tuo pallido

Viso m'apparve, o sorriso

Di lontananze ignote

Fosti, la china eburnea

Fronte fulgente o giovine

Suora de la Gioconda:

O delle primavere

Spente, per i tuoi mitici pallori

O Regina O Regina adolescente:

Ma per il tuo ignoto poema

Di voluttà e di dolore

Musica fanciulla esangue,

Segnato di linea di sangue

Nel cerchio delle labbra sinuose

Regina de la melodia:

Ma per il vergine capo

Reclino, io poeta notturno

Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,

Io per il tuo dolce mistero

Io per il tuo divenir taciturno.

Non so se la fiamma pallida

Fu dei capelli il vivente

Segno del suo pallore,

Non so se fu un dolce vapore,

Dolce sul mio dolore,

Sorriso di un volto notturno:

Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti

E l'immobilità dei firmamenti

E i gonfii rivi che vanno piangenti

E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti

E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti

E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

 

 

(dai Notturni dei Canti Orfici)  

 

 
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