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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Alle fronde dei salici, di Salvatore Quasimodo 02/12/2011
 

La guerra, con i suoi orrori, che toglie sogni e speranze, vissuta giorno per giorno, ora per ora, con gli uomini ridotti a larve, schiacciati dalla violenza e dall'invasore tedesco, senza più voce, come anche i poeti, schiantati dal dolore. Ma poi, al ritorno della pace, c'è chi rammenta affinchè gli altri non possano dimenticare.

 

 

Alle fronde dei salici

di Salvatore Quasimodo

 

 

E come potevano noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

 

 
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