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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Francis Turner, di Edgard Lee Masters 06/01/2012
 

Quando si nomina Edgard Lee Masters immediatamente vengono in mente le liriche della sua Antologia di Spoon River, una raccolta pubblicata fra il 1914 e il 1915 sul Mirror di Saint Louis.

Come noto, ogni poesia racconta, sotto forma di epitaffio, la vita delle persone che dormono nel sonno eterno nel cimitero di Spoon River, un immaginario paesino americano. Così, dai morti conosciamo la vita di questa località, da chi non ha più parole ascoltiamo la descrizione del mondo a cui appartenne. Però non tutto fu frutto dell'immagimazione, perché Masters si ispirò spesso a personaggi realmente esistiti e quelli ancora in vita all'epoca della pubblicazione finirono con il riconoscersi e si sentirono offese.

Edgard Lee Masters morì in povertà e per lui non c'è una lapide a Spoon River, ma resta questa sua raccolta, la cui traduzione in italiano, effettuata da Fernanda Pivano, conserva lo spirito dell'autore, anzi aumenta il fascino della sua opera, ormai divenuta immortale.

 

 

 

 

 

 

 

Francis Turner (Un malato di cuore)

di Edgard Lee Masters

Traduzione di Fernanda Pivano

 

 

Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere -
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti -
quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
baciandola con l'anima sulle labbra
all'improvviso questa prese il volo.

 

 

Francis Turner

 

I could not run or play
in boyhood.
In manhood I could only sip the cup,
Not drink -
For scarlet-fever left my heart diseased.
Yet I lie here
Soothed by a secret none but Mary knows:
There is a garden of acacia,
Catalpa threes, and arbors sweet with vines
There on that afternoon in June
By Mary's side -
Kissing her with my soul upon my lips
It suddently took flight.

 
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