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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  Il primo amore, di Wislawa Szymborska 21/04/2012
 

E' venuta a mancare il 1° Febbraio di quest'anno, dopo una vita costellata di successi, fra i quali va menzionato il Nobel nel 1996. Le sue poesie, almeno per quanto concerne l'uso della lingua, sono improntate a una grande semplicità. Non si può dire così per il contenuto, prettamente filosofico, esposto facendo ricorso all'ironia o al paradosso. Ed è l'ironia che pervade la poesia che segue, in cui il primo amore, da tutti sempre ricordato come rivestito da un alone di magia, è una sorta di delusione che si esplicita nel paradosso della chiusa.

 

 

 

Il primo amore

di Wislawa Szymborska


Dicono
che il primo amore sia il più importante.
Ciò è molto romantico
ma non è il mio caso.
Qualcosa tra noi c'è stato e non c'è stato,
è accaduto e si è perduto.
Non mi tremano le mani
quando mi imbatto in piccoli ricordi
e in un rotolo di lettere legate con lo spago
nemmeno con un nastrino.
Il nostro unico incontro dopo anni,
la conversazione di due sedie
intorno a un freddo tavolino.
Atri amori
ancora respirano profondamente in me.
A questo manca il fiato per sospirare.
Eppure proprio così com'è,
è capace di ciò di cui quelli
non sono ancora capaci:
non ricordato,
neppure sognato,
mi familiarizza con la morte.

 

 
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