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  Scritti di altri autori  »  I maestri della poesia  »  I corvi, di Arthur Rimbaud 11/05/2012
 

La vita di Arthur Rimbaud presenta qualche affinità con quella di Campana, così come nella poetica ci sono, a tratti, dei punti di contatto. Per entrambi resta una vita del tutto al di fuori dei canoni, in particolare per Rimbaud bisessuale e amante di Verlaine. Impulsività, esistenza errabonda, momenti di estasi alternati ad altri di profonda depressione caratterizzano la vita di questo poeta francese, morto a soli 37 anni.

 

 

I corvi

 

Signore, quando la prateria è fredda,
e nei casolari in rovina
si sono spenti i rintocchi dell'angelus...
sulla natura sfiorita
fate piombare dall'immensità del cielo
i cari corvi deliziosi.

Armata bizzarra dalle severe strida
i venti freddi minacciano i vostri nidi!
Voi, lungo i fiumi ingialliti,
sopra le vecchie strade dei calvari,
e i fossati, i burroni
disperdetevi e radunatevi!

Dove dormono i morti di ieri,
a migliaia, sui campi di Francia,
volteggiate, non è vero?, d'inverno:
ogni passante non dimentichi!
Sii dunque lo strillone del dovere
o mio nero uccello funebre!

Ma, o santi del cielo, sull'alta quercia,
pennone sperso nella sera incantata,
lasciate le capinere di maggio
per chi nel bosco profondo è incatenato
nell'erba da cui più non si fugge,
la sconfitta senza domani.

 

 

  

 
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