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  Libri e interviste  »  Valentino Rocchi e 1504 – Notte all'Hostaria La Guercia, edito da Agemina 31/10/2008
 

Intervista a Valentino Rocchi, autore del romanzo storico 1504 - Notte all'Hostaria La Guercia Pandolfo Collenuccio uomo di corte del XV secolo, edito da Agemina.

 

È appena uscito questo tuo romanzo storico, una riedizione, riveduta e corretta - in verità assai poco, perché già la versione originaria era di alto livello - del precedente Notte all'hostaria La Guercia edito da Argalia. Ci vuoi dire brevemente di cosa si tratta?

Della vita avventurosa e tragica di un uomo di corte, illustre per molti suoi meriti (giurista, letterato, oratore insigne, ambasciatore, naturalista, poeta, polemista, latinista e grecista…) vissuto nell'epoca convulsa del rinascimento italiano, così ricca di vicende storiche e scandalistiche secondo la morale che, nei ceti più evoluti, era (pare impossibile) ben peggiore di quella della società moderna che oggi lamentiamo.

Perché la figura di Pandolfo Collenuccio ti ha interessato così tanto?

Mi permetti una risposta scherzosa? Perché era un vicino di casa. Si dà il caso che per alcuni anni della mia vita io, a Pesaro, sia vissuto in via Pandolfo Collenuccio, nello stesso isolato dove adesso, della sua casa distrutta da eventi bellici, è rimasto soltanto un portale rinascimentale di pietra. Avevo sentito vagamente parlare dell'uomo, come vittima dell'ingratitudine dei potenti. Così quella vicinanza m'ha incuriosito. E poiché la curiosità è madre della conoscenza, mi son messo a cercare tutti gli avvenimenti che lo riguardassero.
È stato come giocare una partita a carte. Emozionante come un poker. Ad ogni documento che scoprivo, e mi piaceva farlo con lo scrupolo che si prova nello spillare le carte nella speranza di legare il punto, trovavo in quel mazzo almeno cento assi. Che mi è piaciuto mettere in ordine, aggiungendovi anche quel pizzico di fantasia che sarebbe dovuta servire a rendere il romanzo più leggero e avvincente.

So che hai attuato una meticolosa ricerca storica, premessa indispensabile del resto per poter trattare in modo attendibile la vita di questo personaggio. Ci sono sue caratteristiche in cui tu un po' ti ritrovi e, se sì, quali sono?

Nelle vicissitudini della mia vita mi sono imbattuto nei maggiori disagi a causa del mio carattere indipendente, rifuggente ogni piaggeria di comodo. Se avessi tenuto il comportamento di buon cortigiano di Pandolfo, forse ne avrei tratto maggiori vantaggi.
Anche se, in fondo in fondo, non è che a Pandolfo sia andata proprio bene!

Sono passati più di cinque secoli dall'epoca della vicenda. Ho l'impressione che il mondo della politica non sia sostanzialmente cambiato. Al riguardo quale può essere la lezione che Pandolfo Collenuccio ci ha impartito?

Visto il risultato finale, modesta. Avrebbe forse dovuto tener conto del concetto tuttora valido, che Giovanni Sforza esprime parlando (nel romanzo) col fido Torricella: la politica è come certa pelle del corpo dell'uomo che puoi tirare da ogni parte ma che, infine, torna automaticamente a coprire ciò che è comodo nascondere.

Questa nuova edizione è curata da Agemina di Firenze, come nel caso anche de La magia del fuoco. Come ti trovi con questa casa editrice?

Come su un letto di piume. È l'Editrice che si è innamorata, alla prima lettura, de "La magia del fuoco" che sta ottenendo un buon successo e, adesso, mi concede questa seconda edizione. Con una attenzione ed una precisione nell'accettare magari le mie piccole manie d'autore, assolutamente encomiabili. Alla signora Vicario che ne è la "deus ex machina" devo tutta la mia riconoscenza.

Che cosa significa per te scrivere?

Significa vivere più intensamente. Prima di questa mia avventura letteraria vedevo scorrere le persone e gli avvenimenti davanti agli occhi per lasciarli poi scivolare alle spalle. Oggi non m'accontento più di vedere tutto questo, ma l'osservo e l'assorbo. E poi significa vivere cento vite: quelle di ogni personaggio che, buono o cattivo che sia, io arrivo ad amare.

Sei un autore piuttosto prolifico. Se fra tutti i tuoi romanzi dovessi sceglierne uno che tu personalmente consideri il più riuscito, quale sarebbe e perché?

Uno che ancora non ho pubblicato. Tanto per cambiare un romanzo storico. Ma di storia assai più recente di quella di Pandolfo. Quella della prima metà del'900. Romanzo ambientato in una città di provincia, seguendo, attraverso una saga familiare dominata dalla vita di una donna di grande spessore morale ed umano, tutti gli avvenimenti storico-politico-sociali-umani che contrassegnarono quel periodo. Il titolo, per ora provvisorio, è "Giolina".

Ci sono progetti letterari in corso e, se sì, ci puoi fornire qualche anticipazione?

Nella nuova avventura prendo spunto dall'ultima condanna a morte comminata per ragioni non politiche (ché quelle politiche sono continuate) nella Marca d'Ancona sotto il dominio temporale dello Stato Pontificio. Esecuzione avvenuta nel 1832 al "Mercatale" di Urbino. Come vedi sono ancora nella storia. Una condanna avvenuta per una colpevolezza non certa. Che ho anticipato di molti anni, per darne una motivazione, se pure non una giustificazione. Titolo provvisorio? "La padrona di Santa Maria."

 

Grazie, Valentino, per le tue esaurienti e franche risposte.

Per quanto ovvio, ti auguro che questa 2^ Edizione del tuo libro, che, secondo me, è un autentico capolavoro, abbia il successo che si merita.

 

1504 – Notte all'Hostaria “La Guercia

Pandolfo Collenuccio uomo di corte del XV secolo

di Valentino Rocchi

Prefazione di Renzo Montagnoli

Edizioni Agemina

www.edizioniagemina.it

Narrativa romanzo storico

2^ edizione

Pagg. 296

ISBN: 9788895555119

Prezzo: € 18,00

 

 

 
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