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  Letteratura  »  Al limite del sogno, di Carlotta Amerio, edito da 96 Rue de la Fontaine e recensito da Katia Ciarrocchi 18/02/2021
 
Al limite del sogno – Carlotta Amerio - 96 rue de La-Fontaine  - ISBN 9788893990035 – Euro 14,00




Al limite del sogno, Edito da 96 rue de-La-Fontaine Edizioni, è il romanzo d’esordio di Carlotta Amerio e narra le vicende di una giovane universitaria, un’anima tormentata che lotta con i fantasmi del passato.
Un passato che riaffiora dopo anni di silenzio sotto mentite spoglie, sono incubi che “urlano” sempre più forte nei sogni della protagonista sino a portarla sull’orlo di un precipizio.
Che cosa accade quando una violenza riaffiora prorompente nella coscienza della vittima?
La rappresentazione della vita universitaria soprattutto nelle condivisioni è amplificata dai disagi giovanili, che racconta un oggi, (come un ieri e sicuramente un domani, purtroppo) è minuziosa e realistica.
La droga, come l’ingabbiamento della volontà nella mente è un argomento che tocca corde angoscianti, ma che accompagna epoche giovanili da sempre.
L’autrice ha la capacità di narrare tutto ciò con grande maestria, trascinando il lettore nelle inquietudini della protagonista, cosa da non dare per scontato nella riuscita.
Al limite del sogno è un thriller psicologico che riesce a penetrare nel profondo dell’anima umana riportando a galla vicende, che mai si potranno interrare, senza che lascino un segno indelebile sulla psiche.
Un libro che ho divorato, tanto non riuscivo a staccarmene e oggi a distanza di mesi ancora lo ricordo perfettamente. Lo stile narrativo di Carlotta Amerino è fluente, diretto e senza orpelli.
Il finale mi ha stretto una morsa al cuore.


Citazioni tratte da: Al limite del sogno di Carlotta Amerio

attraverso il bacio, ci sia concesso di guardare per un momento infinitesimale dentro l’anima di una persona. Se riusciamo a cogliere quell’essenza, possiamo comprenderla, percepire quello che prova…

Do you know where the power lies? It starts and it ends with you. (Sai dove si trova l’energia? Inizia e termina con te.) 11th hour dei Rancid

What the hell am I doing hare? I don’t belong here. I don’t care if it hurts, I want to have control. (Che cosa diavolo ci faccio qui? Non appartengo a questo luogo. Non mi interessa se fa male, voglio avere il controllo.) Creep dei Radiohead

Sai, il mondo dell’eroina è molto egoistico. La gente ti cerca soltanto se ha bisogno di qualcosa; altrimenti, si dimentica della tua esistenza. La roba anestetizza e basta: non crea certo empatia tra i tossici.

Forse tutti noi avremmo dovuto imparare ad affrontare i problemi e a parlare faccia a faccia. Sembrava la trama di una telenovela. Tutti sapevano tutto, tranne i diretti interessati, e il dialogo avveniva tramite persone terze, creando rabbia e incomprensioni.

la vita non è un’equazione matematica e due negativi non generano un positivo.

Senza aggiungere altro, mi abbracciò. Sentivo le sue lacrime calde che mi bagnavano il collo. Eravamo due naufraghi che si tenevano stretti l’uno all’altro, mentre tutto intorno a loro affondava.

«Ti voglio. È da quella volta che ci siamo trovati a parlare sulle scale di casa mia, che sogno questo momento».
E io che lo vedevo soltanto come un amico! Eppure, in quel momento, quello che provavo per lui era un sentimento tutt’altro che amichevole. Era un istinto quasi animale al quale non riuscivo, e nemmeno volevo, più resistere. A mia volta sfilai i pantaloni e lasciai che montasse su di me, infilandomi dentro il suo pene eretto e duro. Gemetti, in balia dell’estasi dei miei istinti, mentre, con i fianchi, assecondavo i suoi movimenti, cercando di sentirlo sempre più in profondità. Lui spingeva più forte, in maniera quesi disperata, e io percepivo la sua virilità crescere e pulsare dentro di me. Volevo sentirlo esplodere. Volevo esplodere con lui, come due stelle comete che si schiantano al centro dell’universo. Non avevo mai provato un piacere così intenso, né mi ero mai sentita così libera, priva di inibizioni.

Non provavo più la beatitudine dei primi tempi: ormai il piacere era soltanto quello di liberarsi dalle oppressioni fisiche e mentali che l’eroina stessa mi provocava.


Katia Ciarrocchi


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